Elezioni comunali 2018. Tour elettorale nei bar per Francesco Paoletti, candidato sindaco del centrosinistra.

Elezioni comunali 2018. Caffè nei bar con i cittadini

Tour nei bar in vista delle elezioni del 10 giugno. Il sindaco uscente Francesco Paoletti ha fatto tappa questa mattina al bar Santa Cruz. Il candidato sindaco del centrosinistra ha parlato di vari temi in un faccia a faccia con i cittadini. Fulcro dell’intervento la riduzione dell’indebitamento del Comune. Ma Paoletti ha risposto anche sul tema della piattaforma ecologica, sul tema della viabilità e sulla possibilità di aprire una farmacia nel quartiere.

Così ho ridotto l’indebitamento del Comune

“I debiti che abbiamo ereditato sono diventati interessi da pagare allo Stato e quote di capitale da restituire. Quando siamo arrivati il nostro Comune aveva un debito di 10 milioni e mezzo di euro. Ai quali si sono aggiunti i debiti derivanti dalla costruzione della nuova scuola elementare per altri 8 milioni per un totale di 18 milioni e mezzo. Un indebitamento che non aveva nessuno dei comuni all’intorno. Per dare un’idea: Roma oggi ha un debito di 2 miliardi e mezzo di euro ma gli abitanti sono due milioni e 800mila: quindi la quota di debito pro capite nella Capitale è di 900 euro. A Carate con 18 milioni e mezzo di debito potenziale arrivavamo a  una quota di oltre mille euro a persona, compresi i neonati. Per questo  forzatamente abbiamo lavorato per risanare il bilancio. E lo abbiamo fatto a ritmo accelerato: il nostro debito che era di 10 milioni e mezzo è arrivato a 4 milioni, quello della scuola da 8 è passato a 3 milioni e settecento. E tutto questo lo abbiamo fatto senza far mancare i servizi. C’era per la verità un modo più facile ma non bello di gestire questa situazione. Aumentare le tasse, aumentare di un punto l’Irpef (che a Carate è al 6 per mille), oppure tagliare i servizi al sociale o all’istruzione”.

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Paoletti: Sono orgoglioso ma anche “orgoglione”

“Abbiamo scelto invece un’altra via, realizzando investimenti che ci hanno permesso risanando le scuole, di aumentare la sicurezza degli edifici, di ridurre i fabbisogni di riscaldamento e di illuminazione con risparmi concreti, abbiamo tagliato le spese nelle assicurazioni, abbiamo rinunciato alle indennità. Restituendo i debiti abbiamo così ridotto gli interessi passivi e questi soldi  ci sono serviti a far fronte ai tagli dello Stato (meno 800 mila euro) per partecipare alla finanza pubblica. Allora io non mi ritengo un sindaco ricco ma posso dirmi un sindaco orgoglioso di avere aiutato il mio Stato ma lasciatemi dire anche “orgoglione” perché i sindaci hanno teso la mano allo Stato ma lo Stato non ha aiutato sé stesso visto che la spesa pubblica continua a rimanere fuori controllo”.