Villa Borromeo riapre ufficialmente le porte al pubblico con un gradito omaggio alle donne. A strettissimo giro dal taglio del nastro avvenuto due settimane fa e dopo il maxi restauro dell’immobile durato un paio di anni, il comune di Arcore si è già messo in moto per ridare vitalità agli ambienti lussuosi della “Grande Dama”.

 

Una mostra tutta da vedere

In attesa di scoprire futuro e destinazioni del piano nobile e del secondo livello, l’occasione per ripartire alla grande con la macchina degli eventi è arrivata dalla vernissage della mostra “Donne”, allestita nel piano seminterrato della Montagnola e presentata in conferenza stampa in Sala del Camino ieri pomeriggio, venerdì.

Una mostra che durerà tre mesi

Una mostra che durerà tre mesi, tenendo compagnia ai visitatori per quasi tutta l’estate. Presenti l’amministrazione nelle persone del sindaco Rosalba Colombo e dell’assessore alla cultura Paola Palma; i curatori della rassegna, Simona Bartolena dell’associazione «Spazio Heart» e Armando Fettolini, e anche figure chiave per l’imponente restauro del meraviglioso complesso di delizia, come il presidente di «Italiana Costruzioni», Attilio Navarra.

La soddisfazione di Navarra

“Sembra scontato ma poche volte ho visto inaugurare una mostra di quest’importanza 15 giorni dopo la fine del cantiere di restauro – ha sottolineato Navarra – Faccio i complimenti anche a “Cultura Domani” (società costituita da “Italiana” e presieduta da Navarra ndr) che nasce sulla Villa Reale di Monza per l’organizzazione di grandi mostre, ma che oggi è qui a presentare un’attività che è fuori dal perimetro in cui è nata, e per noi è un successo”.

E le parole di Simona Bartolena

“Ho accolto positivamente l’idea di poter curare una mostra in questa villa rinata – ha detto Bartolena – Per me è stata l’occasione di tornare su un argomento che amo moltissimo ma che raramente ho avuto la possibilità di raccontare nelle mie mostre. La rassegna è un racconto dell’arte italiana tra Ottocento e inizio Novecento, ma anche della vita femminile di quest’epoca, della società e della condizione della donna, tra pregiudizi ed emancipazione, attraverso opere di collezioni private lombarde. Opere tutte firmate da uomini, tranne l’ultima, emblematica di Carla Maria Maggi, che parla del difficile compito femminile di riuscire ad imporsi nell’arte, non solo come soggetto”.

Una doppia “Prima Assoluta”

Una doppia «prima assoluta» per gli invitati, che prima di immergersi nel percorso della rassegna, al termine della conferenza hanno avuto il piacere di poter gustare e ammirare, accompagnati da una guida, anche gli ambienti del piano nobile freschi di restauro, dal salone ovale alla sala delle colonne, passando per il palco dei musicanti. Chiusura in bellezza con il tour per le sale del piano ammezzato, tra visioni idealizzate dei romanticisti e le opere più veriste dei macchiaioli e degli scapigliati, e con il supporto di una gradevole analisi stilistica e sociale di un’appassionata Simona Bartolena.