AAA cercasi tablet del referendum.

Il caso

Ricordate i famosi tablet del referendum sull’autonomia. Dopo la giornata referendaria dello scorso ottobre, Regione Lombardia aveva promesso di metterli a disposizione delle scuole. A Monza però nessuno sa che fine abbiano fatto. Anche l’assessore all’Istruzione, Pierfranco  Maffè ha allargato le braccia sconsolato: “Da novembre non abbiamo più ricevuto notizie”.

L’interrogazione in Consiglio

A gennaio a chiedere lumi sulla vicenda era stato Paolo  Piffer della lista civica Civicamente: “Allora ci eravamo permessi di chiedere delucidazioni sul destino dei famosi tablet della Regione utilizzati per votare al referendum. Tutti li ricordano. Si sarebbero dovuti evolvere in importanti supporti digitali per le nostre scuole e invece persino l’Amministrazione comunale non ha più ricevuto notizie”.

Corto circuito organizzativo

Il 22 ottobre, come ha spiegato l’assessore Maffè, i tablet sono stati depositati nel magazzino del Servizio Provveditorato fino al 9 novembre quando sono stati ritirati dagli addetti di Regione Lombardia per la loro riconversione a fini scolastici. Ma da lì in poi nessuno ha più saputo nulla. “Siamo favorevoli all’introduzione di metodi e strumenti innovativi in ogni ambito, compreso quello elettorale, ma in quel caso la situazione è stata gestita davvero male – conclude Piffer – Pessimi prodotti e costi altissimi, il tutto condito dalla diffusione di false speranze verso cittadini che stanno ancora aspettando i tablet nelle scuole dei loro figli. Come si dice in questi casi: bene ma non benissimo”.