Concorezzo piange l’86enne Giuseppe Secchi, conosciuto da tutti come Peppino.

Oltre alla carriera calcistica Secchi ha gestito per molti anni la pompa di benzina di via Libertà, dove attualmente c’è l’officiona “GrecoCar” accanto alla chiesa di Sant’Antonio.

Secchi ha anche gestito un’azienda di autotrasporti.

La carriera calcistica

Secchi Inizia a giocare nel 1947, sedicenne, quando entra a far parte della squadra dell’oratorio.

Poco dopo viene chiamato in prima squadra nella Concorezzese che porta a numerose vittorie grazie ai suoi gol.

Viene convocato dal Milan e dato in prestito al Seregno con cui a 18 anni disputa il campionato di Serie B, passando poi al Siracusa e quindi al Padova.

In seguito passa alla Triestina in Serie A, con la quale disputa due stagioni segnando 16 gol.

Si trasferisce quindi all’Udinese dove segna 22 reti il primo anno arrivando secondo nella classifica dei cannonieri e viene convocato per difendere i colori della Nazionale italiana. Il secondo anno segna altre 18 reti.

In seguito passa alla Roma per poi trasferirsi all’Atalanta.

L’anno successivo viene ceduto alla Triestina, con la quale disputa altri quattro campionati segnando ancora numerosi gol.

Conclude la carriera nel Fanfulla in Serie C. Si ritira a 34 anni.

I primi calci alla Concorezzese

I primi passi nel mondo del calcio. Giuseppe Secchi nacque il 16 Aprile 1931 a Concorezzo. Iniziò a dare i primi calci al pallone nella locale squadra dell’oratorio per poi passare nella Concorezzese, club in cui segnò numerosi goal che gli valsero le attenzioni del Milan che nel 1950 lo acquistò girandolo subito in prestito al Seregno, squadra militante in Serie B.

Nonostante l’esordio tra i grandi a soli 18 anni, Secchi seppe mettersi in mostra siglando ben otto goal nella sua prima stagione da professionista confermandosi poi l’anno successivo a Siracusa come il miglior bomber della squadra grazie alle sue nove reti stagionali. Di minor impatto fu la stagione 1952/1953 che Secchi giocò in Serie B nelle fila del Padova, dove in diciannove presenze mise a segno solo 4 reti, in una stagione piuttosto tribolata che vide i veneti raggiungere per un soffio la salvezza.

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L’esordio in Serie A

La grande svolta nella carriera di Secchi avvenne nel 1953, quando in quell’estate, la Triestina fu commissariata a causa di un pesante debito di 60 milioni di lire e per questo motivo, sotto l’attenta regia dell’allenatore Nereo Rocco, la squadra fu completamente rinnovata con numerose cessioni eccellenti e l’acquisto di tanti giovani di belle speranze tra i quali Ganzer, Lucentini, Pugliese e appunto Secchi, con quest’ultimo che venne acquistato nel mercato novembrino di riparazione.

Dopo la parentesi friulana all’Udinese, nell’estate del 1957 fu la Roma ad assicurarsi le prestazioni di Giuseppe Secchi che passò nelle file dei giallorossi nel computo di una maxi operazione di mercato che comprendeva anche i cartellini di due storici pilastri dell’Udinese, Magli e Menegotti, venduti dal presidente Bruseschi per far fronte ad importanti necessità di bilancio.

Gli ultimi anni

Dopo una sola stagione in giallorosso, Secchi fu ceduto nell’estate del 1958 all’Atalanta dove il centravanti brianzolo non riuscì a ritrovare il vecchio feeling con il goal, disputando una stagione tra alti e bassi in cui riuscì a siglare il magro bottino di cinque goal.

A soli 28 anni, quella in terra orobica fu l’ultima stagione in Serie A per Secchi che da lì in poi vide la propria carriera eclissarsi nelle serie inferiori.

Nell’estate del 1959 fece ritorno a Trieste, dove ormai in netta fase calante, disputò tra Serie B e C quattro stagioni condite da appena 17 reti.

Dopo altre due stagioni in Serie C con la maglia del Fanfulla, nel 1965 all’età di 34 anni, Secchi decise di appendere le scarpette al chiodo concludendo una carriera che lo ha visto realizzare 103 reti tra i professionisti di cui quaranta solo con la maglia dell’Udinese, cifra che lo consacra di diritto come uno dei bomber più prolifici della storia bianconera.