“I furti sono all’ordine del giorno, rapine e aggressioni sono in continua crescita: Sesto San Giovanni è sempre di più un far west”. Paolo Vino, segretario dei Giovani Sestesi bacchetta l’Amministrazione sul fronte sicurezza.

L’attacco: “Dal sindaco solo selfie sui social”

Una critica che prende le mosse dagli episodi di violenza dei giorni scorsi. Tra queste Vino cita l’aggressione alla stazione di Piazza Primo Maggio e l’aggressione consumata da 8 minorenni in pieno giorno in piazza IV Novembre. “E il nostro sindaco Roberto Di Stefano riesce solamente a pubblicare i selfie sui social con le fotografie dei sequestri di borsette e cinture agli abusivi”. Commenta Vino riferendosi ai blitz della Polizia locale nei mezzanini della metropolitana avvenuti in settimana. “Ci si aspetterebbe un po’ di più da un sindaco che ha condotto tutta la sua campagna elettorale contro il degrado e per la sicurezza. la politica della propaganda prima o poi si esaurisce e i cittadini cominciano a chiedere risposte concrete. Ciò che il sindaco non riesce a dare”.

Nel mirino della critica anche i mini Daspo e l’impiego dell’esercito

“I Daspo si sono rivelati una sonora presa in giro. L’intervento dell’Esercito si è rivelato un boomerang costosissimo e inutile”. Continua il segretario dei Giovani Sestesi. “Di Stefano sa bene che per schierare l’Esercito a Sesto San Giovanni lo Stato spende parecchie migliaia di euro ogni mese. Questo  per pagare oltre una decina di soldati che si limitano a girare per le vie della città con costosi e inquinanti fuoristrada. In caso di atti criminali, le loro possibilità di intervento sono ridottissime, devono per forza chiamare Polizia e Carabinieri. Se invece ci avesse ascoltato, avrebbe chiesto al Prefetto di utilizzare quei soldi per far assumere nuovi poliziotti e carabinieri per rinforzare gli organici delle forze dell’ordine. Oggi avremmo pattuglie pienamente operative”.