Dopo dieci anni l’Amministrazione comunale di Lentate sul Seveso dà il benservito agli “Amici dell’arte”. Il motivo? L’associazione non risulta iscritta all’albo regionale, pertanto il Comune non ha potuto rinnovare la convenzione che permetteva ai membri del sodalizio, tra le tante cose, di occuparsi delle visite guidate all’oratorio di Santo Stefano.

Il vicesindaco: “Non sono iscritti all’albo regionale”

“Il nostro intento era quello di rinnovare la convenzione, scaduta il 31 dicembre 2017, ma ci siamo accorti che il sodalizio non era registrato all’albo regionale, requisito imprescindibile per poter sottoscrivere una convenzione con l’Amministrazione pubblica”, spiega il vicesindaco Matteo Turconi. Nell’estate 2017 è infatti entrata in vigore la riforma del Terzo Settore che regolamenta in modo dettagliato e inequivocabile tutti gli adempimenti a cui le associazioni devono attenersi per poter sottoscrivere convenzioni con gli enti pubblici. In particolare, per poter stipulare accordi con il Comune finalizzati allo svolgimento di attività o servizi sociali di interesse generale, i sodalizi devono essere iscritti da almeno sei mesi nel Registro unico nazionale del terzo settore, gestito su base territoriale da ciascuna Regione e Provincia. “Per poter preparare la pratica e poi ottenere la registrazione occorrono tre mesi di tempo, a cui si devono aggiungere altri sei mesi necessari per poter stringere una convenzione con il Comune – precisa Turconi – Anche se l’associazione si muovesse tempestivamente per adeguarsi alla normativa non possiamo di certo tenere l’oratorio di Santo Stefano chiuso per 9 mesi. Ci affideremo a due guide esperte, selezionate tramite un bando, oppure a una cooperativa. Il costo per il Comune non cambierà, perché i 3mila euro stanziati ogni anno per l’associazione verranno utilizzati per pagare le guide”.

Una doccia fredda per gli Amici dell’arte

E anche se il vicesindaco non esclude future collaborazioni con gli “Amici dell’arte”, di sicuro per il sodalizio che da dieci anni a questa parte si è messo al servizio della comunità è stato un duro colpo, anzi una vera e propria doccia fredda. Uno stupore che non nasce dal fatto di dover regolarizzare la propria posizione, ma dall’aver appreso la decisione dell’Amministrazione attraverso la stampa. “Negli ultimi mesi, dato che la convenzione è scaduta il 31 dicembre 2017, l’associazione si è confrontata con l’Amministrazione e in questa fase interlocutoria è emersa la necessità di adeguarsi alla normativa – spiega la presidente Nicoletta Sala – Il legislatore ha previsto che le associazioni abbiano tempo 18 mesi dal 3 agosto 2017 per regolarizzare la propria posizione, evidentemente per non creare dei vuoti nei servizi resi in vari campi, per conto dei soggetti pubblici. Noi abbiamo già preso contatti per avviare l’iter di iscrizione al Registro regionale. Ci stupisce il fatto che la dichiarazione del vicesindaco ai giornalisti non sia stata preceduta da una comunicazione ufficiale da parte dell’Amministrazione, a conclusione degli incontri intercorsi”. Ripercorre quindi tutto quanto è stato fatto in questi anni dall’associazione, dalla valorizzazione dell’oratorio di Santo Stefano, alla partecipazione a iniziative culturali organizzate o gestite dall’Amministrazione comunale. Manifesta quindi il desiderio di proseguire la collaborazione per la promozione dell’oratorio di Santo Stefano e spera “che l’Amministrazione desideri continuare ad avvalersi della competenza e dell’esperienza dell’associazione, che è espressione del territorio e, attraverso il lavoro gratuito e appassionato dei suoi soci, restituisce alla comunità un bene prezioso”.