I libri per il Primo istituto comprensivo sono finiti al Secondo. In dono agli istituti Minotti e Galilei. Atto finale per la querelle che da un anno esatto vede contrapporsi, a Cesano, Solidarietà Nazionale Monza e Brianza e la dirigente scolastica del Primo istituto comprensivo, Michela Vaccaro.
“Tutto e bene quel che finisce bene”, il commento di Luca Giugno, referente provinciale di Forza Nuova, che nei giorni scorsi ha consegnato “i libri della discorsia” a Simona Vismara, coordinatrice del Comitato genitori della scuola primaria Minotti del Secondo istituto comprensivo.

Polemica scoppiata nel luglio 2017

Era lo scorso 30 luglio quando l’associazione Solidarietà Nazionale, legata a Forza Nuova, organizzava una giornata per la raccolta fondi da destinare all’acquisto di libri per le scuole cittadine. “Volevamo donare – ricorda Giugno – libri e audiolibri per bambini con disturbi dell’apprendimento e bisogni educativi speciali, alla biblioteca della scuola media Salvo D’Acquisto”.
Furono raccolti 500 euro, tramutati in un buono per l’acquisto di oltre cinquanta libri. “Tutti felici per l’iniziativa, tranne la preside, nonché allora presidentessa della sezione locale dell’Associazione partigiani, che rifiutò la nostra donazione. Cercammo allora di trovare un’altra soluzione – continua Giugno – ma anche questa volta non ci fu niente da fare: le donazioni furono sospese. Dimostrando un comportamento a dir poco narcisista e cinico – attacca Giugno – la preside non ha accettato per ben due volte i fondi per l’acquisto dei libri, e questo a discapito unicamente dei suoi stessi studenti. Ma per fortuna esistono persone di coscienza, la cui ragione non è offuscata da un mero odio politico».

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Sabato la consegna dei libri

Sabato i libri destinati alla biblioteca della Salvo D’Acquisto sono stati consegnati a mamma Simona, che li ha divisi tra l’istituto Minotti e il Galilei. “Una vittoria dal sapore amaro: sapere che sono stati sfavoriti studenti di una scuola – lamenta Giugno – solo a causa della negligenza e della superbia della preside ci rammarica molto. La scuola deve essere quel posto dove la cultura ed il sapere sono a disposizione di tutti e vengono tramandati per far continuare a vivere la storia dell’Europa e della nostra patria, senza preclusioni mentali dovute a qualsivoglia odio politico”. Nessun commento da parte di Vaccaro: “Per me la questione era già chiusa a settembre. Non c’è bisogno che dica altro. Anzi, la verità è che non ne ho proprio voglia”.