Legge sul defibrillatore da cambiare: dev’essere alla portata di tutti secondo i cardiologi italiani a convegno nei giorni scorsi a Milano.

Legge sul defibrillatore, lo studio rivela

Uno studio del Policlinico San Matteo di Pavia, presentato durante il congresso Acute Cardiovascular Care 2018 tenutosi a Milano dal 3 al 5 marzo e a cura dell’European Society of Cardiology, il Dae (defibrillatore semiautomatico esterno) è ancora troppo poco utilizzato. In molti luoghi pubblici queste macchine capaci di far ripartire un cuore in arresto, mediante scossa elettrica, sono presenti. Il problema principale è che non è possibile per i normali cittadini utilizzarli, può farlo solamente chi è in possesso di uno specifico certificato che attesti l’abilitazione all’uso.

Cambiare la legge

Sono molti gli esperti che ritengono che questa legge andrebbe rivista al più presto, per dare la possibilità a tutti i cittadini di usare il Dae. Dovrebbe essere rivista al più presto per estendere la possibilità di utilizzare i Dae a tutti i cittadini. Dallo studio del San Matteo è emerso che anche in mancanza di un training specifico, l’apertura dell’uso del macchinario, aumenterebbe esponenzialmente il numero di pazienti che si potrebbero salvare.

Facilità di utilizzo

I Dae sono strumenti facili da utilizzare: hanno solo due tasti, uno per accender il dispositivo e uno per erogare la scarica elettrica che deve far ripartire il cuore. Vi sono inoltre chiare e semplici istruzioni vocali che guidano l’operatore e valutano in autonomia se l’erogazione della scarica è necessaria o meno. A spiegare la facilità di funzionamento è l’autore dello studio Enrico Baldi, medico specializzando in Cardiologia presso l’Università di Pavia e il Policlinico San Matteo di Pavia, che sottolinea quanto sia impossibile forzare l’apparecchio e sbagliare la manovra, chi li usa, infatti, è esonerato da qualsiasi possibile responsabilità medica.

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Tante le associazioni sensibili al tema: Brianza per il cuore

In tutta la Lombardia sono molte le associazioni attive sul tema. Nella nostra provincia, ormai da anni, in prima linea c’è “Brianza per il Cuore“, che della diffusione dei defibrillatori in tutti i possibili luoghi pubblici ha fatto una vera e propria battaglia, per altro molto spesso vinta. Davvero tanti i progetti dedicati a questo importante tema, da “Scuola cardioprotetta” a “Sport cardioprotetto”, perfino “Condominio cardioprotetto”. Un catalizzatore di virtuosa beneficenza che ha donato tantissimi DAE in questi anni: ha realizzato persino una Google-map dei defibrillatori donati in Monza e Brianza!