Il progetto per i nuovi palazzi nel campus universitario al confine tra Lissone, Monza e Vedano ha letteralmente scatenato l’ira dei residenti della zona. Una doccia fredda, quindi, per le famiglie dell’isolato.

Nuovo campus universitario in via Podgora

«Vergogna», «Potevate, e dovevate, chiedere il nostro parere». Questi sono stati solo alcuni dei commenti che mercoledì scorso i residenti di via Podgora hanno urlato dai banchi del pubblico durante la seduta del Consiglio comunale di Vedano.

Durante l’Assise è stata votata la presa d’atto del provveditore alle Opere pubbliche per l’edificazione del nuovo edificio U82 dell’Università Bicocca al confine con Lissone.

Il progetto

Due palazzi di sei e quattro piani per circa 4.500 metri quadrati con annessi parcheggi interrati, una foresteria, palestre e spazi per lo studio e la ricerca.

Questi, dunque, sono alcuni dettagli del progetto dell’Università Bicocca sull’area di sua proprietà in via Podgora.

Avrebbero dovuto chiamarci e informarci della volontà di trasformare un’area verde in una nuova zona edificata; secondo il Pgt vedanese l’area è azzonata come verde a compensanzione ambientale.

Queste le parole di Mario Donghi, segretario del comitato di quartiere Per Vedano vivibile.

Minoranza sul piede di guerra

Critica la minoranza di Centrodestra in Consiglio comunale che ha quindi giudicato il progetto come un “mostro urbanistico”. Un intervento che ha fatto storcere il naso soprattutto ai residenti del quartiere.

Va bene che la decisione arriva dall’alto, ma si sarebbe potuto discutere dell’argomento con un Consiglio aperto a tutti i cittadini.

Ha commentato Marco Merlini, capogruppo di Noi per Vedano e vicesegretario di Fratelli d’Italia.

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Il sindaco Renato Meregalli, confermando che la modifica del Pgt vedanese è arrivata direttamente dal provveditore alle Opere pubbliche, ha puntato l’attenzione sulla riqualificazione generale della zona.

Ora si aspettano le ruspe e gli operai che potrebbero allestire il cantiere già nelle prossime settimane.

Il vero nodo, durante i lavori, resterà quello legato alla viabilità della zona già congestionata anche dallo stop per la realizzazione della tangenziale che collega l’ospedale San Gerardo con la Statale Valassina.

Le immagini

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