Il pericolo delle infiltrazioni mafiose nell’economia, massima allerta. Sul tema un incontro che si terrà venerdì 1 dicembre in Sala Pertini a Desio, con inizio alle 21.

I dati sono allarmanti

Il 9 per cento delle imprese lombarde ha avuto al proprio interno amministratori che sono stati segnalati per reati tipici della criminalità organizzata, mentre nel 7 per cento delle imprese tale “condizione” ha riguardato sindaci, soci e manager. Sono i dati allarmanti della ricerca “Inquinamento della governance societaria e crimine organizzato: il caso Italia” svolta dall’Università Bocconi con il Centro “Baffi Carefin” e con la collaborazione dell’«Aisi» (l'”Agenzia di informazioni e sicurezza interna” guidata dal prefetto Mario Parente). La ricerca sarà al centro dell’incontro pubblico “Le mafie nella gestione d’impresa e nell’economia” che si svolgerà venerdì 1 dicembre in Sala Pertini.

Presa di coscienza di imprese e politici

Le istituzioni devono tenere alta la guardia contro la presenza di criminalità organizzata, appalti illeciti e corruzione. “Il fenomeno, come dimostrano le cronache recenti, nel nostro territorio è drammatico” spiega il sindaco Roberto Corti, che ha promosso l’incontro in collaborazione con “Brianza SiCura”, una rete di quattordici Comuni di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso e al fenomeno della corruzione nata nel 2014. “L’attacco delle mafie all’economia sana si potrà fermare solo grazie a una presa di coscienza degli imprenditori verso le conseguenze drammatiche dell’aggressione delle mafie al sistema economico. Mi auguro che tutte le forze politiche, da sinistra a destra, abbiano la forza di sostenere con coraggio politico questo percorso” ha proseguito.

Le imprese con amministratori collusi sono il 38 per cento

In Lombardia le imprese con amministratori direttamente o indirettamente collusi con le mafie sono il 38 per cento del campione – 16.382 società lombarde per un totale di 108.332 per il periodo 2006/2013. Il professor Nicola Pecchiari che ha fatto parte del team Bocconi che ha condotto la ricerca insieme a Pietro Bianchi, Antonio Marra e Donato Masciandaro, spiega che le imprese con amministratori direttamente o indirettamente collusi con le mafie hanno un livello più basso di cassa disponibile e una minore redditività. E le ragioni, secondo i ricercatori, sono due: in questo modo le stesse imprese riducono il rischio di essere espropriate da amministratori collusi oppure le imprese sono in balia degli amministratori “infetti”, che le utilizzano per il riciclaggio e devono poi ridurre il rischio di una eventuale confisca. Non solo: gli amministratori corrotti possono usare le risorse aziendali per propri scopi privati, danneggiando così la redditività d’impresa.

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Invito lanciato a tutti i sindaci

“Siamo lieti di poter sostenere un’iniziativa così importante nell’ambito della prevenzione alle infiltrazioni criminali nelle imprese. L’economia sana deve difendersi dall’inquinamento mafioso e le imprese non devono essere lasciate sole: le istituzioni devono fare la propria parte per sostenere gli imprenditori onesti che producono ricchezza e offrono lavoro di qualità», ha commentato Giorgio Garofalo, coordinatore di «Brianza SiCura», che ha lanciato un invito a tutti i sindaci: «Auspico una presenza massiccia da parte dei primi cittadini dei comuni della provincia che, da una parte, rappresentano il fronte più esposto agli attacchi della criminalità organizzata e, dall’altro, possono diventare l’argine democratico più prossimo alle esigenze di cittadini e imprenditori”. “Oltre al sindaco Roberto Corti e al professor Nicola Pecchiari interverranno Antonio Calabrò, vicepresidente di “Assolombarda”, che porterà la volontà delle imprese sane di competere in un mercato libero da condizionamenti diretti o indiretti della criminalità organizzata, e la senatrice Lucrezia Ricchiuti, membro della Commissione parlamentare antimafia, impegnata in prima linea contro le infiltrazioni mafiose ad ogni livello. Modera Roberto Galullo, inviato del Sole24 Ore.