Il preside diventato famoso per aver raccontato l’aneddoto dell’orso siberiano morto di polmonite ospite al cineteatro Nuovo di Arcore.

Mercoledì prossimo, 21 marzo, alle ore 21, il professore Franco Nembrini terrà una conferenza sul tema: “Ha ancora senso cercare la verità, il bene, la bellezza?”.

Si tratta di un incontro sul tema Verità e Bellezza promosso dalla Comunità Sant’Apollinare di Arcore e Dal Cinema teatro Nuovo.

L’aneddoto dell’orso siberiano

Il docente, dicevamo, è il protagonista di un video che ha letteralmente spopolato non solo su Youtube, ma anche nelle varie chat scolastiche.

A raccontare la «triste fine» dell’orso siberiano è stato il pedagogista lombardo Nembrini, al quale la pelle del medesimo orso (2 metri e 72 in piedi) era stata regalata da una scuola della steppa siberiana con cui l’istituto paritario da lui diretto – il centro scolastico La traccia di Calcinate (Bergamo) legato alla Compagnia delle Opere – aveva fatto un gemellaggio.

La pelle dell’orso

Ricevuta la pelle dell’orso in dono, il rettore ha pensato bene di mostrata ai bambini all’uscita da scuola. Ma le mamme che erano lì in attesa del suono della campanella, sono intervenute intimando l’alt: la pelle dell’orso con tanto di facciona imbalsamata si poteva mostrare sì ai loro pargoli ma a condizione che lui non dicesse la verità e cioè che l’orso era stato ammazzato. Allora il pedagogista, in maniera scaltra, ha detto ai bambini che l’orso era morto di polmonite. Fine della storia? Niente affatto. Perché il professor Nembrini l’indomani ha voluto fare un esperimento: ha detto alle maestre di fare un sondaggio in tutte le classi chiedendo ai bambini come fosse morto davvero l’orso. E loro, all’unanimità, hanno risposto: ammazzato.

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“I bambini il cervello ce l’hanno, le loro mamme invece…”

“I bambini il cervello ce l’hanno, le loro mamme invece forse qualche problemino”, ha dichiarato Nembrini. Ma la cosa più curiosa è che il video, che rappresenta un duro atto d’accusa nei confronti dei genitori iperprotettivi,  ha spopolato nelle varie chat su Whatsapp di mammee papà.  Evidentemente nessuno ha pensato che la storia raccontata lo chiamasse in causa personalmente.