Querele temerarie: il Giornale di Vimercate “attapira” Luigi Di Maio

Quale occasione migliore della visita del candidato premier Luigi Di Maio alla corte del sindaco grillino Francesco Sartini per mettere sulle i… alcuni puntini pesanti come macigni. “Il dialogo a colpi di querele con gli organi d’informazione non porta da nessuna parte”, così ai due il nostro direttore Angelo Baiguini, questo pomeriggio, a Vimercate.

Claudio Grossi denuncia il nostro giornale

Pomo della discordia, proprio una querela: autore, l’assessore pentastellato Claudio Grossi, che ha denunciato – per aver dato conto di una polemica politica innescata dalle minoranze con anche una mozione di sfiducia in Consiglio comunale – il nostro giornale, il direttore, il responsabile di redazione Lorenzo Teruzzi (e non contento anche l’ex vicesindaco Pd, ora parlamentare, Roberto Rampi).

“Le querele ci stanno, quando sono fondate”

“Da oggi abbiamo oscurato (non censurato, badi bene) un vostro assessore perché non ci piacciono i politici che denunciano i giornali – ha precisato il direttore Baiguini (che è anche consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti) al vicepresidente della Camera – Le querele ci stanno, quando sono fondate. Quando sono temerarie, no: diventano intimidazioni. Se uno scrive un’inesattezza bene, ma qui anche il sindaco può confermare che non abbiamo mai negato spazio a nessuno”.

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Grossi aveva avuto ampiamente modo di replicare sulle nostre pagine, a seguito degli attacchi dell’opposizione su due vicende personali a cavallo fra lavoro e politica. Eppure alla fine ha deciso la via della denuncia.

Di Maio risponde

“Una querela ci sta”, è stata la desolante risposta di Di Maio (senza neppure voler capire con esattezza di quale problema si stesse parlando).

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