Rho Monza incertezza sulla sorte dell’Osservatorio Ambientale. Lo riporta il sito “Il Fatto Quotidiano”: la società Autostrade avrebbe chiesto al ministero di smantellarlo e il direttore generale Lo Presti avrebbe accettato.

Rho Monza incertezza sulla sorte dell’Osservatorio Ambientale

C’è incertezza sulle sorti dell’Osservatorio Ambientale della Rho-Monza, l’organismo istituito per vigilare sulle opere di mitigazione e compensazione ambientale legate al potenziamento dell’infrastruttura che collega Monza con quello che era il sito di Expo. Un organismo che dovrebbe vigilare sul rispetto delle prescrizioni ambientali fino a un anno dopo la conclusione dei lavori, che a seguito dei rinvii, ora è fissata per la fine del 2019.

A riportare la notizia è Il Fatto Quotidiano che afferma di essere entrato in possesso di un documento in cui Autostrade, che ha in carico la realizzazione di un lotto dell’opera, scrive alla direzione generale per le Valutazioni e le autorizzazioni ambientali del ministero. Un documento nel quale afferma, secondo quanto riportato dalla testata nazionale, che “le attività residuali in capo all’Osservatorio” vista la prossima conclusione dei lavori “non giustificano più l’impiego delle risorse economiche fino ad oggi dedicate”.

A seguito di questa comunicazione il direttore generale Giuseppe Lo Presti avrebbe accettato la richiesta della società, ritenendo  “condivisibile la necessità di non procedere al rinnovo dell’osservatorio a far data dalla prossima scadenza (l’incarico degli attuali membri scadrà l’11 maggio)”.

A fronte di queste ultime novità ora il presidente dell’Osservatorio Alberto D’Ercole e i comitati dei cittadini che da anni seguono la vicenda e l’avanzamento dei lavori protestano e si chiedono quali saranno le sorti dell’organismo e dei membri che lo compongono.

De Rosa: “Un fatto gravissimo”

Sulla questione è intervenuto in queste ultime ore anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Massimo De Rosa che afferma: “Ci siamo immediatamente attivati, portando la questione all’attenzione degli assessori Terzi e Cattaneo, nonché del ministro Galletti, esortando un loro immediato intervento al fine di far rispettare la normativa vigente la quale prevede che l’Osservatorio Ambientale è chiamato a vigilare sull’impatto dei lavori sul territorio, fino a un anno dopo il termine degli stessi, allo scopo di dare seguito agli impegni sottoscritti con i cittadini e con gli enti territoriali”.

Dubbi sulle tempistiche

Dal Movimento fanno sapere che la decisione sorprende in primo luogo per le tempistiche.

“Un governo ad interim, con un ministero di fatto vacante, non dovrebbe assumersi l’onere di portare avanti nel silenzio una simile iniziativa. Ritirare l’intesa sulla base dell’imminente conclusione dei lavori, sembra però quantomeno una forzatura, dal momento che lo scorso 18 dicembre 2017 i rappresentanti della Società Milano/Serravalle (incaricati di realizzare i Lotti 1 e 2, ad Autostrade per l’Italia spetta il 3 ndr) hanno dichiarato che il termine contrattualmente stabilito per il termine dei lavori (13 aprile 2018) avrebbe subito uno slittamento quantificabile in non meno di venti mesi. Stesso discorso vale per il Lotto 3, di competenza di Autostrade per l’Italia, anche in questo caso infatti i lavori non sono ancora stati ultimati. I lavori dovrebbero quindi chiudersi a dicembre 2019. Il ruolo dell’Osservatorio Ambientale è anche quello di monitorare l’impatto dell’opera nell’anno successivo alla realizzazione della stessa. Assecondando le richieste di Autostrade per l’Italia, impedendo di fatto all’organo preposto di svolgere il compito al quale era destinato, si privano i cittadini di uno strumento di controllo e analisi fondamentale al fine della tutela della loro stessa salute”.

Le richieste a Galletti

I rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno quindi chiesto delucidazioni, in particolare al ministro Galletti:

“A suscitare diversi dubbi è anche la procedura attraverso la quale il ministero dell’Ambiente ha acconsentito alla richiesta di Autostrade per l’Italia. Si tratta di un’anomalia. Dal momento che una nota della Direzione Generale, non può avere la forza per abrogare quanto stabilito attraverso decreto, ovvero l’istituzione dell’Osservatorio. Abbiamo chiesto pertanto al ministro Galletti di prendere una posizione al riguardo.

Un’ulteriore beffa per un territorio da sempre contrario alla realizzazione di un’infrastruttura, prevista al tempo per far fronte al traffico imputabile a Expo, che ora ha evidentemente perduto la propria ragion d’essere. La dismissione, da qui a un mese, delle attività dell’osservatorio rischia infatti di incidere in maniera negativa, sulla realizzazione delle nuove opere di mitigazione ambientale promesse ai comitati e ai cittadini. Questo il Movimento Cinque Stelle non può permetterlo. Perciò ci siamo immediatamente attivati, portando la questione all’attenzione degli assessori Terzi e Cattaneo, nonché del ministro Galletti, esortando un loro immediato intervento al fine di far rispettare la normativa vigente la quale prevede che l’Osservatorio Ambientale è chiamato a vigilare sull’impatto dei lavori sul territorio, fino a un anno dopo il termine degli stessi, allo scopo di dare seguito agli impegni sottoscritti con i cittadini e con gli enti territoriali”.