Svastica tifosi del Seregno, il Partito Democratico lancia l’allarme.

Svastica tifosi “propaganda dell’estrema destra”

“L’ennesimo segnale di una presenza sempre più massiccia ed organizzata di gruppuscoli dell’estrema destra che, da tempo, hanno iniziato un’azione di propaganda non solo a Seregno ma in tutta la Brianza”. Così il circolo locale del Partito Democratico commenta gli striscioni con la svastica e l’aquila romana comparsi fra quelli dei tifosi del Seregno, appesi sulle scale della scuola “Mercalli” in occasione della partita casalinga della squadra di casa.

Gli ultras hanno parlato di un fotomontaggio

La vicenda nei giorni scorsi ha scatenato una vera e propria bufera mediatica, anche sui social network dove era circolata l’immagine della svastica e, in seguito, del tricolore con l’aquila romana che è un evidente simbolo fascista. Gli ultras della Curva Nord del Seregno si sono comunque dissociati dall’episodio e hanno parlato di un fotomontaggio per gettare discredito, dopo le roventi polemiche con il commissario straordinario, Antonio Cananà, che ha disposto la chiusura dello stadio “Ferruccio” per inagibilità.

“Una minaccia concreta per la democrazia della città”

“La presenza di forze dell’estrema destra che si ispirano e inneggiano al nazifascismo rappresenta una minaccia concreta per tutto il tessuto democratico della città – sostiene il Pd – Occorre non solo una presa di coscienza sui fatti che stanno avvenendo e che, presumibilmente, si intensificheranno nei prossimi mesi in concomitanza delle scadenze elettorali, ma soprattutto una vigilanza forte da parte di tutte le forze democratiche e dei cittadini”.

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Diversi gli episodi negli ultimi mesi

Il circolo cittadino del Partito Democratico ricorda le “incursioni” nei Consigli comunali di Desio e Monza, il presidio della sicurezza in stazione con il silenzio complice della vecchia amministrazione, il lenzuolo anti-gay affisso fuori dal Comune e le strumentalizzazioni attorno alla posa della lapide dei caduti della Rsi in cimitero. “Il concetto di solidarietà che cerchiamo di diffondere nelle coscienze e nell’agire politico di tutti i giorni è esattamente l’opposto di quel “me ne frego” di fascista memoria”.