Non c’è solo il degrado e forse anche l’utilizzo dell’area come ricovero di zingari e sbandati. Ma ora ad allarmare i residenti sono anche i topi che escono dall’ex fabbrica Diefenbach di via Borgazzi a Monza. I residenti hanno già raccolto centinaia di firme per chiedere il ripristino del decoro, ma la situazione è complessa.

I topi nell’ex fabbrica

In settimana sono state trovate in strada nelle vicinanze dell’area dismessa parecchie carcasse di topi. E la lamentela dei residenti è approdata anche sui social network. Una cittadina ha postato un video dal quale si vede chiaramente la situazione allarmante dell’area di via Borgazzi, allo svincolo con viale Campania. Un primo passo, un segnale, la Giunta Allevi l’aveva lanciato subito dopo l’insediamento a Palazzo con lo sgombero effettuato a luglio. Poi, più nulla.

La petizione

Sul tavolo della Giunta la segnalazione era già arrivata per mezzo della raccolta firme (un documento che in poco tempo aveva raccolto oltre 600 firmatari) nelle scorse settimane. «Siamo stanchi e abbiamo paura – avevano spiegato commercianti e residenti della zona – qui la situazione e davvero invivibile. E lo scenario che ogni giorno dobbiamo osservare è indecente. La puzza arriva fin dentro i negozi». La fabbrica, ora dismessa, era nata nel 1907 e produceva macchine per la spremitura delle olive e presse.

La risposta del sindaco

La situazione, però, è complessa. Il sindaco Dario Allevi, che si è preso la briga di rispondere anche su Facebook,  ha garantito di aver fatto presente in Prefettura più volte l’urgenza della questione. “Non c’è riunione per la sicurezza in cui non rimarchi che lo sgombero dell’ex fabbrica non è più rinviabile.  Così ho fatto anche qualche giorno prima di Pasqua, mi hanno garantito che presto interverranno”. Il sindaco ha anche ribadito che la proprietà non si è fatta avanti per portare avanti un progetto di recupero”.

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Che fine ha fatto l’albergo?

La domanda spontanea è che fine abbia fatto allora quel progetto del 2012 per la creazione di un albergo con una torre di 12 piani. Approvato come piano attuativo dalla Giunta Mariani (presentato dal privato Sangalli), avrebbe dovuto essere un progetto innovativo. Un edificio a forma ellittica da 33mila metri cubi, di cui 18mila destinati a direzionale (uffici) e 8mila a commerciale. Per un totale di 60mila metri cubi di superficie. In cambio avrebbero dovuto anche essere previste delle modifiche viabilistiche (con la realizzazione di una rotonda) e una zona verde attrezzata per 10mila metri quadrati. Ma tutto a quanto pare è rimasto in un cassetto.

La precisazione

Riceviamo e pubblichiamo una precisazione giunta dalla società Sangalli, nota in città in particolare per i servizi che svolge in materia di igiene urbana, tesa a sottolineare (per non generare ambiguità) un caso d’omonimia: un altro privato, seppur sempre Sangalli, è proprietario dell’area in questione:

L’impresa Sangalli precisa di non essere proprietaria dell’ex fabbrica Diefenbach di via Borgazzi a Monza e di non aver mai presentato alla Giunta Mariani un piano attuativo per la creazione di un albergo con una torre di 12 piani.