A Meda tutti uniti nel nome dello sport, vera scuola di vita. Molto interessante l’incontro “Alleanza educativa nello sport” promosso dalla comunità pastorale e organizzato nell’ambito del progetto Comunità in Formazione. L’oratorio Madonna di Fatima ha ospitato una serata di formazione per allenatori, dirigenti e genitori.

Don Fabio: “Lo sport è fondamentale per la crescita dei ragazzi”

Ad aprire la serata don Fabio Ercoli: “Lo sport è un potente mezzo educativo e le società sportive sono fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi”. La parola è poi passata all’assessore allo Sport e alle Politiche giovanili Andrea Donadello che ha ricalcato le parole del sacerdote: “Lo sport è una disciplina complementare alla scuola, è una vera e propria scuola di vita che insegna tramite delle regole. Come Amministrazione cercheremo di creare più momenti di incontro come questo”. Ospite speciale Francesco Rigitano, fondatore della scuola etica e libera di educazione allo sport (Seles) a Gioiosa Ionica (RC) che si pone l’obiettivo togliere i ragazzi dalla strada prevenendo il reclutamento dalla ‘Ndrangheta con il calcio: “L’idea è nata dopo lo scioglimento di due squadre di calcio a seguito di infiltrazioni mafiose. Per noi il calcio non si gioca solo in campo, ma soprattutto in aula: i nostri ragazzi sono seguiti da due educatrici che insegnano loro i valori del rispetto e dell’educazione civica che poi sono ripresi in campo dall’allenatore.

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L’allenatore: “Necessaria l’alleanza educativa coi genitori”

Infine, Paolo Bruni, formatore e allenatore, ha concluso gli interventi soffermandosi sul fatto che ci deve essere un’alleanza educativa con i genitori: “Noi allenatori abbiamo una marcia in più perché vediamo degli atteggiamenti che possono essere segnale di malessere. E’ importante accompagnare i ragazzi soprattutto nell’età della crescita verso la scoperta del loro corpo: molte ragazze abbandonano lo sport durante la pubertà perché non riescono a reggere il confronto non solo con le capacità ma anche col corpo delle compagne. L’allenatore gioca un ruolo fondamentale perché le sue parole e i suoi atteggiamenti possono influenzare le scelte future dei ragazzi. Io a 19 anni ho lasciato il basket per una parola di troppo del mio allenatore che mi ha umiliato. Bisogna che i nostri ragazzi si sentano amati”.