Vagoni come carri bestiame e pendolari costretti a “lottare” per salire sul treno, spesso senza nemmeno riuscirci. Ogni mattina, da mesi (se non da anni), alla stazione di Lissone va in scena la solita, triste, storia.

I pendolari restano a terra

Ieri mattina, giovedì, oltre un centinaio di pendolari diretti a Monza e Milano non sono potuti salire sui convogli a causa del canonico sovraffollamento.

Dopo la soppressione del treno diretto ad Albairate delle 7.12, anche il successivo convoglio proveniente da Chiasso e diretto a Rho è arrivato allo scalo lissonese con 25 minuti di ritardo.

Una vera doccia fredda per le centinaia di pendolari che regolarmente devono fare i conti con un servizio certamente non all’altezza delle aspettative.

Utenti in rivolta

Nella fascia tra le 6.57 (orario di passaggio dell’S11 25221) e le 7.43 (orario di passaggio dell’S9 24111) a Lissone non si sarebbe quindi fermato alcun treno nonostante il transito dei due regionali diretti a Milano Centrale.

Al momento dell’arrivo del suddetto S9 24111 il marciapiede del binario 1 della stazione di Lissone risultava decisamente sovraffolato. Il capotreno del 24111 lasciava ammassare quanta più gente possibile facendo partire il treno in condizione di assoluta mancanza di sicurezza.

Questo il commento di pendolare, esasperato da una situazione che ha raggiunto i limiti della sopportabilità e della decenza.

Nonostante questo dopo la partenza del treno a Lissone sono rimasti a terra ancora un centinaio di persone.

Il sindaco ricevuto dai vertici di Trenord

Nelle scorse settimane il sindaco Concetta Monguzzi aveva incontrato i vertici della società che gestisce il trasporto ferroviario regionale.

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Più di una volta il primo cittadino era riuscito a strappare promesse e rassicurazioni, ma spesso rimaste disilluse e inascoltate.

I video

Lissone, la situazione alla stazione prima dell’arrivo del convoglio diretto a Monza

Lissone, la situazione alla stazione dopo la partenza del convoglio diretto a Monza

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