La via Crucis organizzata ieri sera, venerdì, nel segno dei migranti nella parrocchia arcorese di Sant’Eustorgio (leggi qui), provoca la dura  reazione del Carroccio locale.

Una forte presa di posizione quella dell’ex primo cittadino Enrico Perego che non le ha mandate a dire al parroco della comunità pastorale Sant’Apollinare don Giandomenico Colombo.

 

Ecco la presa di posizione del consigliere comunale del Carroccio

“Ancora una volta assistiamo ad uno stravolgimento della nostra tradizione religiosa piu’ significativa come la Via Crucis, per far posto a messaggi che non possono non avere richiami politici. Quando i rappresentanti della Chiesa fanno queste scelte non possono poi sottrarsi al dibattito politico. Il prete faccia il prete, curi le anime e dia il suo aiuto a tutti, indipendentemente dal colore, dalla religione di chi ne ha bisogno ma non dovrebbe superare questi ambiti, non dovrebbe veicolare il messaggio che chiunque possa e debba essere accolto , aiutato ed inserito nelle nostre società. Se passasse questo principio, sebbene umanamente condivisibile, allora tutti possono pensare che sia sufficiente lasciare la propria terra per risolvere i propri problemi. Ed è proprio qui che la questione da umana diventa politica.Vogliamo farci invadere da tutti i poveri dell’Africa? Il pastore di anime non pensa che gestire queste masse abbia un costo? E se tutto questo ha un costo, chi lo deve sostenere? Che diritto ha il prete di chiedere allo Stato di far fronte a questi impegni? Che diritto ha di chiedere a tutti noi di sostenere questi costi, è stato eletto da qualcuno? La Chiesa cattolica continua da tempo a perdere consensi, crede che la sua universalità, la sua disponibilità verso tutto il mondo degli oppressi le possa far guadagnare consensi e fiducia nella gente. Credo che invece si sbagli perchè questi atti, come quello del Papa che lava i piedi a carcerati islamici, sono visti come un segno di debolezza dal mondo non Cristiano, sono un atto di sottomissione. Forse la gente vorrebbe una Chiesa meno “universale” e piu “patriottica”, piu’ vicina alle nostre tradizioni, più vicina alla nostra gente. Ne abbiamo bisogno”.