Arrestato per spaccio e sottoposto all’obbligo di dimora, un 21enne ugandese ha chiesto di poter uscire per andare a pregare. Ma il giudice ovviamente gli ha negato il permesso.

Il terzo arresto per spaccio

Già nel mese di settembre era stato fermato per spaccio, poi ancora a ottobre. Mercoledì, un altro arresto perché sorpreso in stazione con 25 grammi di hashish e 7 grammi di marijuana. Il tutto dopo aver appena ceduto tre grammi di droga a un italiano in bici per 10 euro. Il ragazzo ugandese, 21 anni, da due sul nostro territorio, è irregolare e ha ricevuto la revoca dello status di rifugiato politico e di protezione internazionale. E’ stato fermato dagli agenti della Polizia di Stato nell’ambito del controlli che si svolgono regolarmente in stazione e nelle zone limitrofe.

Il processo

Dopo l’arresto, giovedì mattina, è andato in scena il processo con rito direttissimo. E qui sono uscite le motivazioni. «Non ho un lavoro, spaccio per vivere», ha dichiarato in Aula al giudice il 21enne. L’africano è stato sottoposto all’obbligo di dimora a Bovisio Masciago dove però vive per strada (dopo essere stato al centro di accoglienza per qualche mese). A quel punto ha anche presentato una curiosa richiesta al giudice (il tutto in inglese). “Posso uscire per andare in moschea a Monza a pregare?”, ha chiesto. Ma il giudice (che ha rimandato l’udienza al 21 marzo), ovviamente gli ha negato il permesso.