Anziano investito a Vimercate. Mentre dagli ultimi aggiornamenti le condizioni del 79enne Dante Spada – investito la sera del 4 marzo in via Goito a Vimercate – sembrano essere in lieve miglioramento, si aggiunge la toccante testimonianza di una delle soccorritrici dell’Avps di Vimercate.  La riportiamo integralmente.

Anziano investito a Vimercate

Sembrano essere in miglioramento le condizioni di Dante Spada, il 79enne che domenica sera poco dopo le 23.30 è stato travolto da un’auto in via Goito a Vimercate. Una vicenda surreale la sua. L’anziano si era recato intorno alle 19 al seggio della scuola Don Milani per votare. Qui però aveva accusato un malore ed era stato soccorso e trasportato all’ospedale di Vimercate in codice verde. Dopo i primi accertamenti però il 79enne si era allontanato spontaneamente con ancora la farfalla per i prelievi ancora inserita nel braccio.

A quel punto l’uomo deve essersi diretto verso casa. Probabilmente in stato confusionale, ha perso la strada e ha incominciato a vagare, raggiungendo Ruginello. Qui, in via Goito, lungo la provincia che porta a Bernareggio, all’altezza del curvone tristemente noto per gli incidenti, si è verificata la tragedia.

Il 79enne è stato centrato in pieno da una «Fiat Punto», che viaggiava da Vimercate verso Bernareggio, condotta da un 20enne di Sulbiate. Quest’ultimo si è trovato davanti l’anziano e non ha potuto fare nulla per evitarlo. L’impatto è stato terribile. Spada ha sfondato il parabrezza del veicolo ed è poi finito rovinosamente a terra.

Il giovane conducente dell’auto ha subito allertato i soccorsi. Nel giro di pochi minuti sul posto sono giunte un’ambulanza dell’Avps di Vimercate, in codice rosso, un’automedica, i carabinieri della Compagnia di Vimercate e gli agenti della Polizia locale.

La toccante testimonianza di una soccorritrice

E proprio una delle soccorritrici intervenute sul luogo dell’incidente domenica sera ha scritto un lungo post, ieri, dedicato a questa vicenda. Uno sfogo che vogliamo riportare integralmente, lasciando a voi ogni riflessione e commento.

Sono delusa, arrabbiata e profondamente amareggiata.
Chi come me ha vissuto l’indifferenza delle persone nel momento del bisogno e della disperazione può davvero capire il significato di queste parole. Domenica, turno di notte. Alle 23.38 veniamo attivati per investimento pedone in rosso , è buio, piove e fa freddo.
Fortunatamente in posto anche l’automedica, trasportiamo il paziente a Niguarda in condizioni disperate.
Alla guida dell’auto un ragazzo molto giovane, purtroppo non ha potuto evitare l’uomo, non è riuscito a frenare in tempo.
Non era ubriaco, non stava usando il telefono, non è scappato. Era disperato però, perché ne lui ne l’uomo si meritavano tutto questo.
È rimasto quasi due ore in piedi sotto la pioggia, vicino l’ambulanza in attesa di notizie, ” ditemi come sta” ditemi se è grave”. Quelle buone notizie che non sono mai arrivate. Poteva tornare a casa con i suoi genitori una volta completato il verbale, invece è rimasto lì.
L’uomo investito è un signore anziano, quello che potrebbe essere il padre di ognuno di noi.E qui mi arrabbio. Quasi 80 anni, si è recato a scuola per votare, per fare il suo dovere di cittadino, si è sentito male ai seggi ed è stato assistito in attesa dell’ambulanza che l’ha trasportato in pronto soccorso. E proprio dall’ospedale si è allontanato in stato confusionale, ancora con l’ago per le flebo nel braccio, forse voleva tornare a casa sua dove vive solo, forse voleva riposare nel suo letto. Ma durante il tragitto ha perso l’orientamento proseguendo lungo una strada che non aveva niente a che vedere con quella di casa. Una strada pericolosa, buia, senza marciapiede.

“Decine di persone lo hanno visto, schivato, ma nessuno si è fermato”

“E si che mi incazzo, perché decine di persone l’hanno visto, decine di auto l’hanno schivato, gente che ha raccontato “l’ho visto e l’ho quasi investito, sono stata fortunata” oppure ” si l’ho notato camminare barcollando in mezzo alla strada” e cosi via.
Tutti hanno visto, nessuno si è degnato di fare il 112, con il telefono perennemente in mano non sono stati capaci di segnalare quest’uomo vestito bene, italiano (e ci tengo a precisarlo perché rompete tanto il cazzo che si aiutano sempre gli stranieri e degli italiani non importa a nessuno) in evidente stato di difficoltà. Un uomo di 80 anni che aveva bisogno d’aiuto, bagnato fradicio sotto la pioggia.
Io per come sono mi sarei fermata, cosa avrebbe potuto farmi un 80enne in quello stato che a malapena si reggeva in piedi? Ma non siamo tutti uguali, al giorno d’oggi non si sa mai”.

“Una semplice telefonata”

“Ma una telefonata, una semplicissima telefonata potevano farla, chi non l’ha investito per miracolo non ha pensato che che forse chi arrivava dietro di lui poteva non essere così fortunato? Dio santo non hai mancato un birillo, hai mancato un essere umano. E così è stato. Cosa avrà pensato tutta questa gente che si è girata dall’altra parte? Avrà pensato che “tanto non è mio padre, perché lui è a casa sul divano“, avrà pensato “sicuramente ci penserà qualcun altro ad avvisare“, avranno pensato” ho fretta devo andare a casa a guardare le iene e indignarmi per quanto fanno schifo gli altri“.

“La gente si indigna per una carta a terra ma non c’è spazio per un uomo che ha bisogno”

“La vita di un essere umano non vale nulla, la gente si indigna per una carta di gelato abbandonata a terra, per una panchina rotta ai giardinetti, polemiche con centinaia di commenti per una cacca di cane sul marciapiede ma per uomo che ha bisogno d’aiuto niente, non c è spazio. E io lo so cosa si prova, perché con mio papà in arresto cardiaco a bordo di una strada trafficata, alle 8 del mattino le auto passavano, rallentavano e tiravano dritto. A nessuno importava di uomo che poteva morire, tutti guardavano incuriositi mio fratello e un amico che praticavano massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca, nessuno si è fermato per chiedere se erano stati avviati i soccorsi. E non hai neanche le forze per giudicare, perché devi conservarle e rimanere lucido. Non si può neanche piangere in un momento così, Perché se molli il colpo sai che è finita. Mio papà è vivo, solo grazie ad un giovane uomo che non si è girato dall’altra parte. Grazie ai soccorritori e ai medici, ma l’indifferenza avrebbe potuto ucciderlo.

“Una vittima di una società egoista”

A quest’uomo è andata peggio è stato sfortunato, oppure vittima di una società che pensa unicamente a sé stessa.
Quei cittadini che si sono girati dall’altra parte, gli stessi che domenica fino a pochi minuti prima dell’incidente hanno votato per un’Italia migliore.
IL PAPÀ DI TUTTI , ricordatelo.
E quello che fa ancora più male sono i commenti sui social, persone che hanno avuto il coraggio di dare del deficiente a quell’uomo perché camminava lungo quella strada pericolosa, gente che ha dato del delinquente ad un ragazzo di 20 anni alla guida perché si sa, a quell’età sono stupidi, drogati e incoscienti. Tanti giudizi e niente solidarietà”.