Asilo Varedo e maestra arrestata: riprendiamo un’analisi del Sindacato Psicologi fatta dopo l’ultimo caso di Vercelli, pochi mesi fa.

Asilo Varedo: maestra arrestata per maltrattamenti IL VIDEO SHOCK

Asilo Varedo e maestra arrestata

Quello venuto a galla questa mattina a Varedo (dove una maestra “bulla” è stata inchiodata dalle telecamere e tratta in arresto dai Carabinieri) non è il primo e purtroppo non sarà probabilmente neppure l’ultimo caso.

Di maltrattamenti in asili nido e scuole dell’infanzia periodicamente si torna a parlare. L’ultimo e più fragoroso esempio era giunto in autunno dal Piemonte.

La materna di Vercelli

I paralleli con la scuola dell’Infanzia Korczak di Vercelli sono purtroppo evidenti, anche se in quel caso le erano state accusate più di vessazioni psicologiche. Anche a Vercelli tutto era partito da alcuni genitori.

Questo l’agghiacciante audio immortalato dagli inquirenti piemontesi:

Manca la prevenzione del rischio nelle scuole

La domanda, allora come oggi, è sempre la stessa: come possono accadere anomalie così macroscopiche? E come prevenirle?

Un’anomalia nell’anomalia sta nel fatto che, mentre i privati sono obbligati ai sensi della normativa della sicurezza sul lavoro, a far redigere un apposito documento di rischio legato alle condizioni psicologiche sul posto di lavoro, non lo sono le scuole.

Il Sindacato Psicologi spiegava – in relazione alla vicenda di Vercelli – cosa le scuole, ma anche altre realtà del pubblico, dovrebbero fare in termini di valutazione dello stress correlato al lavoro, ma troppo spesso non fanno:

Cosa bisogna fare per prevenire?

Esiste una legge che obbliga il datore di lavoro a verificare la presenza dello stress correlato. Questa legge va applicata in tutti i contesti lavorativi, compresa la scuola. Ma ciò non accade, quasi mai e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Lungi dal voler criminalizzare una categoria, dobbiamo evidenziare che è possibile evitare tutto questo. E’ possibile intervenire e prevenire. Quando entra in campo la Magistratura è già troppo tardi.

Contrari alle telecamere

Noi siamo fermamente contrari all’uso delle telecamere in classe perché non siamo dei controllori e sappiamo che nella categoria insegnanti ci sono soprattutto validi professionisti. Le telecamere vanno bene per individuare i reati. Non servono a fare prevenzione. Il modo per fare prevenzione però esiste. Abbiamo gli strumenti ed il Parlamento ha approvato una legge che consente una efficace quanto obbligatoria opera di prevenzione.

Cosa andrebbe fatto

La scuola è l’ambiente che produce moltissimo stress. I ritmi di lavoro sono incalzanti, i compiti assegnati alle insegnanti sempre più gravosi e spesso manca anche la collaborazione delle famiglie, oberate da mille problemi. La scuola non può essere considerata la cenerentola del sistema di welfare né il contenitore nel quale riversare tutte le problematiche delle famiglie e della società. Si sta discutendo dei mestieri usuranti e non si tiene conto che un mestiere, una professione è usurante non solo dal punto di vista fisico, ma anche e forse più sul piano psicologico. Ma prima di arrivare alle violenze perché non si è misurato il livello di benessere scolastico? Perché, come la legge impone, non si è lavorato sulla prevenzione dello stress? Sicuramente sarebbero emerse delle anomalie il che avrebbe consentito di correre ai ripari e prevenire quanto accaduto.

Una legge da applicare

La violenza è sempre un fatto da condannare soprattutto quando coinvolge i bambini. Ma le responsabilità sono solamente delle maestre coinvolte? E’ stata applicata la legge che impone la verifica dello stress lavoro correlato? Tutto quello che è successo, e non è la prima volta che accade, si poteva prevenire con uno strumento semplice e con il supporto degli psicologi. Ci auguriamo che dopo il clamore mediatico, chi deve intervenire per far applicare la legge, lo faccia, e presto, senza attendere il prossimo scandalo.