Avvelenamento da tallio, la svolta nel giallo arriva dopo tre mesi di indagini serrate.

Avvelenamento da tallio la svolta nel giallo

La svolta sull’avvelenamento da tallio è arrivata dopo tre mesi di indagini serrate da parte dei Carabinieri della compagnia di Desio, diretti dal capitano Mansueto Cosentino. Tre morti e cinque persone avvelenate e  fortunatamente ora fuori pericolo. Oggi un arresto per omicidio premeditato.

Le vittime e gli intossicati

A finire in manette il 27enne Mattia Del Zotto, figlio di Domenico del Zotto e Cristina Palma. Il giovane è ritenuto responsabile del triplice omicidio della zia Patrizia Del Zotto (63 anni) e dei nonni paterni Giovanni Battista Del Zotto (94 anni) e Gioia Maria Pittana (91 anni). Patrizia e Giovanni sono stati i primi a morire il 2 ottobre mentre la mamma di Patrizia è deceduta, pochi giorni dopo, il 13 ottobre.

Nello stesso periodo venivano ricoverati all’ospedale di Desio anche Laura del Zotto – sorella di Patrizia – Serafina Pogliani – badante dei due anziani coniugi – ed Enrico Ronchi, il marito di Patrizia del Zotto.

Infine, in ordine di tempo, gli ultimi ad essere ricoverati sono stati i nonni materni del giovane finito in manette: Alessio Palma, di 83 anni e Maria Lina Pedon di 81, attualmente ancora in ospedale.

Tre vittime e cinque avvelenati dunque. In un giallo che proprio oggi è arrivato sembra essere giunto ad una svolta.

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Tre mesi di indagini

Le indagini infatti erano partite subito dopo il ricovero dei primi tre intossicati. In una prima fase si era ipotizzato un avvelenamento accidentale avvenuto nella loro casa vacanza in Friuli, a Varmo. Dove l’intera famiglia – le tre vittime e i primi tre intossicati – aveva soggiornato per alcune settimane ad agosto.  In un primo momento si era pensato che il veleno fosse stato assunto accidentalmente attraverso il cibo.

I campioni analizzati

Le indagini si erano focalizzate su delle patate conservate proprio nella casa friulana e utilizzate per preparare un purè che tutti avevano consumato. Poi ci si è concentrati sull’eventuale uso di un topicida contenente il tallio, e ancora sugli escrementi dei piccioni trovati in grandi quantità nel granaio della casa vacanza. Infine è stata analizzata l’acqua del pozzo, sempre nella stessa abitazione, dove non è stata trovata alcuna traccia del veleno.

Le erbe per gli infusi e la svolta

Lunedì la svolta. Nella casa nei nonni materni di via Padova i Carabinieri di Desio hanno trovato una terrina di erbe utilizzate per gli infusi con tracce di tallio. Nel giro di poche ore è arrivato l’arresto del nipote da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Milano, guidati dal colonnello Luca De Marchi.