“Volevo punire gli impuri” così Mattia Del Zotto, il 27enne arrestato con l’accusa di aver ucciso tre familiari  avvelenandoli con il tallio. 5 invece i parenti intossicati ma non in pericolo di vita.

L’ARRESTO DEL 27ENNE

IL GIALLO DURATO 3 MESI

LE TRE VITTIME

Il Procuratore: “All’arresto non ha mostrato emozioni, ha fatto ritrovare cinque boccette di tallio in cantina”

Avvelenati da tallio il nipote: “Volevo punire gli impuri”

Mattia Del Zotto ha ammesso le sue responsabilità. Secondo gli inquirenti, le sue intenzioni erano quelle di sterminare l’intera famiglia. “Volevo punire i soggetti impuri, adesso voglio collaborare”, avrebbe confessato il giovane agli inquirenti.

Il tallio nascosto in cantina

E’ stato lui stesso ad accompagnare i Carabinieri nella cantina della casa di Nova Milanese dove abita con i genitori. Lì sono state trovate cinque confezioni di solfato di tallio e le ricevute del relativo acquisto.

Un ragazzo solitario e appassionato di pc

Il giovane, molto solitario e appassionato di informatica, è stato incastrato da una email che aveva dimenticato di cancellare tra le bozze del suo computer, uno strumento davanti al quale trascorreva diverse ore della sua giornata. Da giugno aveva cominciato a documentarsi per procurarsi un veleno: prima aveva pensato all’arsenico ma viste le difficoltà nel procurarselo, ha scelto il solfato di tallio.

Una personalità borderline: le manie

E’ un quadro inquietante, quello nel quale si tratteggia la figura del presunto omicida. L’autore del piano diabolico premeditato da mesi per sterminare la sua stessa famiglia (“Volevo punire gli impuri”) viene descritto dagli inquirenti come una persona borderline.

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Durante gli audit dei detective, Laura Del Zotto e Maria Lina Pedon si limitano a descrivere il nipote come schivo, riservato, timido, poco espansivo. Ma i genitori Cristina Palma e Domenico Del Zotto vanno ben oltre: raccontano di un figlio che da due anni a questa parte vive praticamente barricato nella sua camera, a far cosa non si sa; descrivono un ragazzo prigioniero di se stesso, che ha paura di guidare per non sentire i clacson delle altre auto e che non prende i mezzi pubblici perché a suo dire popolati da persone che bestemmiano.

Affiliazione a una presunta setta religiosa

I genitori rivelano anche che Mattia si è recato dai Carabinieri, non molto tempo prima, addirittura per denunciare il papà che l’avrebbe strattonato durante una lite. D’inverno in camera tassativamente caloriferi spenti, d’estate finestre chiuse, niente soprammobili ed è contrario all’uso del telecomando… ma la stranezza più inquietante svelata da mamma e papà sarebbe l’affiliazione a una presunta setta religiosa che contesterebbe, per fare un esempio, gli atteggiamenti progressisti di Papa Francesco.

“Non credo sia in grado di far del male a nessuno”, chiosava la madre di fronte ai detective…