Beccati cinque “pirati” della strada al termine di una brillante attività investigativa condotta dagli agenti della Polizia stradale di Seregno.

Cinque casi di fuga in meno di due mesi

Il primo incidente risale al 27 dicembre scorso a Verano Brianza. All’altezza della rotatoria che conduce a Mariano Comense una Bmw, condotta da un cittadino residente a Mariano, M.G., di 32 anni, è stato tamponato da un’Audi che poi si è data alla fuga. Il giovane, che nell’incidente è rimasto ferito e dimesso con 10 giorni di prognosi, è riuscito ad annotare parzialmente la targa. Dalle indagini condotte dagli agenti, l’auto “pirata” è risultata intestata a un prestanome.

Il secondo incidente a Lecco

Il 14 gennaio, lungo la Ss 36 all’altezza di Lecco, un fuoristrada di colore bianco, dopo aver fatto un sorpasso azzardato in galleria, invadendo la carreggiata opposta in contromano, ha urtato la Renault Scenic di una donna, 59enne, M.L., residente a Monza, che viaggiava da sola. Anziché fermarsi a prestare soccorso, il conducente del fuoristrada, probabilmente una Toyota Rav4, è scappato. La donna è rimasta ferita ed è stata trasportata in ospedale dove i medici hanno stabilito una prognosi di 10 giorni. Gli agenti hanno quasi chiuso le indagini grazie anche alle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza presenti in galleria.

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Un tamponamento con fuga anche a Seregno

Il 25 gennaio, intorno alle 19, alla rotonda in prossimità della Valassina, una Fiat Panda, condotta da una 27enne di Albiate, B.I., è stata tamponata anche in questo caso dal conducente di un’auto bianca, probabilmente una Mercedes, che poi è scappato. La giovane ha riportato ferite guaribili in 10 giorni.

Altri due episodi a Lissone e Verano Brianza

A Lissone il “pirata” è il conducente di un camion che lavora per una ditta di Bergamo, a Verano Brianza si è verificato un tamponamento sempre in prossimità della rotonda. La vittima è riuscita ad annotare alcuni numeri della targa e il modello della macchina, aiutando le indagini degli agenti che sono risaliti al “pirata” che ha ammesso le sue responsabilità.

L’attività investigativa degli agenti

Dalle indagini è emerso che si tratta di italiani, tutti assicurati e in regola con i documenti, che fuggono probabilmente per panico. Il reato è quello di omissione e fuga, nei casi più gravi di omicidio stradale. Inoltre chi non ammette la propria colpevolezza rischia anche una denuncia per falso. Seguono aggiornamenti.