Bramini, sfratto anticipato al 18 maggio. Nuovo capitolo nella vicenda che sta interessando l’imprenditore monzese residente a Sant’Albino.

La novità

Il “sit in” di lunedì scorso ha mobilitato centinaia di persone: residenti del quartiere, popolo delle piazze virtuali del web e numerosi rappresentanti del mondo politico. L’obiettivo era scongiurare lo sfratto in calendario per quella giornata. Obiettivo raggiunto perché la mobilitazione generale aveva portato il questore di Milano a rinviare di 45 giorni lo sgombero della casa. Ma la vicenda ha avuto oggi un nuovo capitolo. Il giudice ha infatti anticipato al 18 maggio la data dello “sfratto”.

La vicenda

La vicenda, ormai annosa, vede di fronte l’imprenditore e lo Stato. L’altra settimana, di fronte al concretizzarsi dell’azione dell’ufficiale giudiziario, il neo senatore Gianmarco  Corbetta (Movimento 5 Stelle) aveva “eletto” il suo domicilio parlamentare nell’abitazione di Sergio  Bramini.  Il Tribunale di Monza aveva però respinto la richiesta di inviolabilità dell’ufficio parlamentare, nel frattempo portata avanti anche da Andrea  Crippa, neo deputato della Lega.

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Lettera al presidente del Senato

Corbetta non si dà però per vinto. “Nei prossimi giorni scriverò al presidente del Senato, Maria  Elisabetta  Alberti  Casellati, per chiedere che investa del caso la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, affinché si esprima sull’inviolabilità del mio ufficio parlamentare di Monza e chieda al Tribunale di Monza, nelle more di questa giudizio, di sospendere i provvedimenti nei confronti di Bramini”, spiega il rappresentante pentastellato.
“Se la Giunta, non ancora costituita, dovesse darmi ragione, sarà la Corte Costituzionale a doversi esprimere in merito al conflitto di attribuzioni di competenze tra poteri dello Stato che si è venuto a creare”, aggiunge il senatore del M5S.