Coltivazione di marijuana in casa, beccato grazie al vicino.

Coltivazione di marijuana in casa, beccato grazie al vicino

Coltivazione di marijuana in casa, beccato grazie al vicino che ha chiamato i pompieri per una perdita d’acqua. Tutto è nato proprio dalla rottura di un tubo dell’acqua nell’appartamento di una palazzina a Verano. Uno dei residenti ha infatti subito chiamato i vigili del fuoco che nel giro di poco sono arrivati sul posto. E qui la sorpresa. In casa è stata trovata una serra ben attrezzata per la coltivazione della marijuana con sistema di irrigazione e grow box. Ventiquattro le piante di marijuana che sono state trovate all’interno. Nei guai è finito così il proprietario dell’abitazione, un 63enne, disoccupato, sposato con figlio.

L’intervento

Il 63enne veranese non ha mai risposto alle chiamate, e nessuno aveva le chiavi di casa e quindi sono stati chiamati i vigili del fuoco. La squadra di Seregno è intervenuta entrando da una portafinestra trovando subito la coltivazione illegale; sono stati quindi allertati anche i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. In un locale hanno trovato le piante di marijuana alte 40-50 centimetri, un grow box per la coltivazione indoor, luci e irrigazione, sacchetti di plastica e cesoie, una vera e propria serra. I militari hanno trovato su un tavolo anche due etti di foglie di marijuana, 65 grammi di germogli a essiccare e 600 euro in contanti in banconote da 50 euro.

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L’arresto

E’ finito così in manette il veranese che si è accollato tutte le responsabilità. E’ accusato di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.

Ieri il ritrovamento di piante di marijuana abbandonate ad Arcore

Ieri intanto ad Arcore inconsueto ritrovamento da parte degli agenti della Polizia locale. A seguito di una segnalazione di uno dei residenti di via Del Roccolo, hanno sequestrato una decina di piante di marIjuana abbandonate in un campo.

Nel Sud Milano invece lo smercio avveniva in negozio

All’interno di uno smart shop di san Giuliano, abusando delle disposizioni volte alla promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (quella cosiddetta “legale” – clicca qui per saperne di più – perché senza il principio attivo dello “sballo”, ovvero il Thc), un commerciante rendeva disponibile alla propria clientela una varietà di cannabis vietata, ovvero contenente Thc, quindi “da sballo”. Un caso davvero singolare.