Nessun risarcimento alla sorella di Lea Garofalo, uccisa e bruciata viva nelle vicinanze del cimitero di San Fruttuoso, periferia di Monza vicina a Cinisello, nel novembre 2009.

Nessun risarcimento alla sorella di Lea Garofalo

“Famiglia non estranea ai clan”. Così la Prefettura di Crotone ha negato il risarcimento a Marisa Garofalo. Quando il Tribunale di Milano aveva condannato il marito della donna, Carlo Cosco, aveva anche stabilito un risarcimento per i familiari. Cinquantamila euro per la sorella e 25mila per la mamma Santina Miletta.

“Famiglia vicina ai clan”

Marisa aveva chiesto un risarcimento per le vittime di mafia, ma la Prefettura calabrese parla di “elementi appartenuti in vita alla consorteria mafiosa di Petilia Policastro”. Il riferimento è al papà Antonio e al fratello Floriano, uccisi rispettivamente nel 1975 e nel 2005 per una faida di famiglie locali.

Le intercettazioni

A supporto della tesi della Prefettura anche alcune intercettazioni di conversazioni tra Marisa Garofalo ed esponenti della ‘Ndrangheta locale per far tornare Lea nel borgo natìo evitando ritorsioni.