Lo sciopero dei lavoratori Nokia contro i licenziamenti. Hanno incrociato le braccia per tutta la mattinata di oggi, mercoledì, una parte dei dipendenti della multinazionale finlandese che ha annunciato nuovi tagli del personale. Con ricadute importante in particolare sulla sede di Vimercate, all’interno di Energy park dove i licenziati, da fine luglio, saranno una 60ina su un totale di circa mille addetti. Propri davanti all’ingresso della sede di Vimercate nella giornata di oggi si è tenuto un presidio.

Il timore che dopo i nuovi 60 licenziamenti ne arrivino presto altri

Lavoratori e rappresentanti sindacali hanno ribadito la gravità della situazione. I nuovi licenziamenti arrivano, infatti, a soli pochi mesi dai predenti tagli inseriti nel piano sottoscritto a seguito della acquisizione di Alcatel Lucent da parte di Nokia.

“E il nostro timore, come del resto ha confermato l’azienda,  è che non sia finita qui – hanno detto i rappresentanti sindacali –  A livello mondiale, infatti, Nokia sta definendo un piano di riduzione del personale anche per i prossimi anni”.

La controproposta: uscite volontarie e contratti di solidarietà

Nel frattempo l’incontro tenuto al Ministero per lo Sviluppo economico non  ha sortito effetti, come anche il primo faccia a faccia della scorsa settimana nella sede di Assolombarda. Le parti torneranno a vedersi a fine giugno. I  sindacati hanno già messo sul patto la controproposta: favorire le uscite volontarie dei lavoratori e  ricorrere agli ammortizzatori sociali, a cominciare dai contratti di solidarietà e dalla cassa integrazione (il ricorso a quest’ultimo strumento sembra però complicato perché Nokia non è in crisi).

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Chi accetta resta fino a novembre, gli altri fuori a fine luglio

“Dal canto suo l’azienda ha proposto ai lavoratori che dovessero “accettare” il licenziamento entro fine luglio (quando si esaurirà la fase di trattativa) di posticipare l’effettiva uscita a fine novembre – ha spiegato Vittorio Serafin, segretario Slc Cgil di Monza e Brianza – Tagli e proposte che riteniamo irricevibili anche perché stiamo parlando di un’azienda che non è in crisi, che licenzia persone che sono ancora lontane dall’età della pensione, e probabilmente continuerà a farlo, per poter assumere nuovo personale a costi inferiori sfruttando il Job’s act”.

Chiesto l’intervento della Regione

Una situazione complicata rispetto alla quale lavoratori e sindacati tornano a chiedere a gran voce l’intervento della Regione che a breve dovrebbe convocare un incontro.

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