Morbillo killer, una storia da leggere per comprendere i rischi di una mancata vaccinazione.

La testimonianza di un 45enne di Meda

“Ho rischiato la vita per colpa di un vaccino non fatto. E’ stato un incubo, ma se adesso, grazie alla mia testimonianza, riuscirò a evitare questo calvario anche a una sola persona, potrò dire che la mia sofferenza non è stata vana e di aver compiuto una buona azione”. Si sente un miracolato il 45enne medese Simone Tezzon, dopo aver vinto la sua battaglia contro il morbillo che poteva ucciderlo. E ora che sta meglio vuole raccontare la sua esperienza per sensibilizzare sull’importanza della vaccinazione.

Morbillo killer, l’inizio dell’incubo e la corsa in ospedale

L’incubo è iniziato alla fine del 2016, poco prima di Natale, tenendo in braccio il bimbo di pochi mesi di una coppia di amici. “Dopo qualche giorno mi hanno chiamato dicendomi che il piccolo aveva il morbillo e chiedendomi se avevo fatto il vaccino. Non ho dato peso alla cosa e anche se ho iniziato a non stare bene credevo si trattasse solo di una forte influenza e mi sono imbottito di tachipirina – spiega ripercorrendo quei terribili momenti – Non avevo esantemi, ma la febbre continuava a salire e ho iniziato a fare fatica a respirare, a tal punto che i miei famigliari hanno deciso di accompagnarmi al Pronto soccorso dell’ospedale di Cantù”. Dagli esami del sangue è emersa la verità: “Avevo contratto il morbillo, e anche il ceppo peggiore”. Quindi la corsa all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.

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