Il padre rapitore resterà in carcere per dieci anni. Così ha deciso la Corte di cassazione che ha respinto la richiesta avanzata nell’agosto dello scorso anno da Mohamed Kharat.

Aveva rapito la figlia nel 2011

L’uomo  nel dicembre 2011 aveva rapito la figlia Houda Emma, all’epoca di nemmeno 2 anni, strappandola alla mamma Alice Rossini, di Velasca di Vimercate,  e portandola in Siria, in mezzo alla guerra civile. Era stato quindi processato in contumacia e condannato in primo e secondo grado a ben dieci anni di reclusione per sequestro di persona e sottrazione di minore. Dopo una caccia durata 5 anni, nel novembre del 2016 era stato catturato e poi estradato in Italia per scontare la pena. Mentre la piccola aveva potuto riabbracciare mamma Alice solo nel marzo dello scorso anno.

Il ricorso dal carcere

Dal carcere, nell’agosto scorso, il siriano aveva impugnato le sentenze di primo e secondo grado. Aveva chiesto la revisione del processo sostenendo di non essersi potuto difendere. Ora è arrivata la decisione della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso confermando di fatto la validità della condanna a dieci anni.

Leggi anche:  Ballottaggio i dati dell'affluenza alle ore 12

La soddisfazione del legale della madre

“Non avevamo dubbi sul pronunciamento della Cassazione – ha commentato l’avvocato Luca Zita, che difende Alice Rossini sin dai primi giorni successivi al rapimento – Ora è arrivato anche il pronunciamento che conferma che il processo è stato perfettamente regolare e che Kharat dovrà scontare tutta la sua pena”.