Presidio del Pd a sostegno del Presidente Mattarella

Bandiere tricolore, bandiere del partito, ma anche tanti vessilli dell’Europa. La manifestazione si è svolta ieri nel tardo pomeriggio sotto la Prefettura di via Prina, a Monza. Oltre duecento militanti del Partito Democratico di Monza e Brianza hanno voluto dimostrare la loro vicinanza al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo gli attacchi da lui subiti a seguito della decisione di rifiutare la nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia.

Una risposta anche alla decisione di quei sindaci leghisti che nei giorni scorsi hanno tolto la fotografia del Presidente dai loro uffici per sostituirla con una statua di Alberto da Giussano.

In difesa della Costituzione

Al presidio non sono voluti mancare il presidente della Provincia Mb Roberto Invernizzi e l’ex sindaco democratico di Monza Roberto Scanagatti.

L’ex primo cittadino non ha nascosto la sua preoccupazione circa la china che ha preso la politica nazionale. “Temo che Lega e 5 Stelle non abbiano capito quanto sia alta la posta in gioco – ha dichiarato – Stiamo parlando degli interessi materiali degli italiani. E’ importante essere qui oggi anche per difendere le istituzioni dai ripetuti attacchi”.

Accanto all’ex primo cittadino, c’erano anche alcuni dei suoi ex assessori, da Rosario Montalbano a Carlo Abbà che ha sottolineato come il momento sia “drammatico. Non c’è in gioco il futuro di un partito, qui c’è in gioco il futuro del paese. L’economia è in ginocchio e i segnali dal mercato sono evidenti soprattutto se si guarda ai mutui. Si dovrebbe tornare a elezioni, ma lo si dovrebbe fare in un clima più sereno”.

Leggi anche:  Ballottaggio l'affluenza alle ore 19 in Brianza

Preoccupato anche Pietro Virtuani, segretario provinciale del Pd. “I toni assunti sono assolutamente da condannare – ha detto – Ritengo che il gesto dei sindaci leghisti che hanno tolto la foto di Mattarella sia assolutamente da condannare”.

“Insulti in alcun modo giustificabili”

Parole a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni di Davide Mantovani dei giovani del Pd. “I toni si stanno alzando in maniera preoccupante – ha affermato – Gli insulti e le minacce al capo dello Stato non sono in alcun modo giustificabili”. E Matteo Raimondi rincara la dose. “Adesso tutti i politici si dicono esperti costituzionalisti. Ed è avvilente vedere come una decisione legittima sia stata strumentalizzata da una certa parte politica per poter tornare alle urne in condizioni a loro più favorevoli”.

“Siamo qui per difendere le istituzioni – ha spiegato la socialista Rina Delpero – Nel populismo c’è sempre il tentativo di dare alla piazza una politica di pancia, ma siamo convinti che le cose vadano sì cambiate, ma di certo non attaccando la Costituzione”.

A prendere la parola sono stati poi Enrico Brambilla e il segretario cittadino Alberto Pilotto che, oltre a rinnovare il sostegno alle istituzioni, hanno voluto sottolineare come il partito stia “finalmente tornando a parlare con una voce univoca”.