Rampi su Metropolitana: lavoriamo insieme, no alle bandiere di parte. E’ arrivata a stretto giro di posta la replica del senatore Pd di Vimercate Roberto Rampi alle parole del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Marco Fumagalli.

La mozione in Consiglio regionale

Nella mattinata di oggi, giovedì, l’esponente pentastellato, nell’annuciare una mozione in Consiglio regionale per sollecitare la prosecuzione dell’iter per il progetto di prolungamento fino a Vimercate della Linea 2 della metropolitana milanese, aveva puntato il dito contro il Comune di Milano reo, a suo dire, di aver rallentato l’iter per l’impegno di spesa e l’affidamento dell’incarico di progettazione a Metropolitane milanesi.

“Le polemiche non servono”

Parole che non sono piaciute a Rampi, da anni in campo su più fronti per cercare di portare in porto il progetto.

“Ben arrivato a Marco Fumagalli, tutti sono utili – ha commentato –  Il consigliere dei 5 Stelle non  faccia, però,  il primo della classe.  L’ultima cosa che serve sono divisioni e polemiche in un momento in cui finalmente qualcosa si muove”.

“Bersaglio sbagliato”

In particolare, secondo il senatore vimercatese, il grillino avrebbe sbagliato il bersaglio.

“L’ultimo bersaglio da attaccare è il Comune di Milano che ha fatto partire il nuovo studio – ha sottolineato Rampi –  Ne ho parlato proprio venerdì scorso con l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli. Entro l’anno ci saranno gli esiti dello studio commissionato e si dovrà compiere una scelta. Si sta procedendo velocemente con tutti i passaggi necessari. Coinvolgendo tutti i comuni”.

“Sollecitare la Regione e nuovo Governo”

Più corretto, secondo Rampi, sollecitare Regione Lombardia a fare la propria parte.

“Bene sollecitare Regione Lombardia – ha concluso –  Io stesso ho già pronta in questo senso  un’interrogazione per il nuovo Governo. Ricordo che se oggi abbiamo fondi a disposizione per il progetto il merito va al Pd, al Comune di Milano, alla Provincia e al Governo uscente.  Non è comunque interesse di nessuno mettere bandiere di parte,ma lavorare tutti per il risultato”.