E’ stata sequestrata e violentata per ore dal fidanzato ecuadoriano per gelosia, ma ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Sequestrata e violentata nel garage

L’ha sequestrata, picchiata e seviziata per una notte intera, per gelosia. Ieri i carabinieri lo hanno arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, minacce aggravate e violenza privata, firmata dal Gip di Monza.

A finire in manette è stato un 40 enne ecuadoriano che, lo scorso 4 marzo, ha aggredito brutalmente la fidanzata di 20 anni, italiana e residente nel vimercatese, perché aveva ricevuto un messaggino sul cellulare da un’amico.

La ricostruzione dei Carabinieri di Vimercate

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri di Vimercate, le indagini sono state condotte dal Tenente Federica Massa, coordinata dal Capitano Antonio Stanizzi e dal Pm Alessandro Pepè, intorno alle 22.30 di quella sera la giovane è salita sull’auto del fidanzato, casa a Carugate ed è stata subito aggredita a male parole.

Quando lei ha cercato di scendere dal veicolo, lui le si è scagliato contro, investendola di pugni al viso, schiaffi e strattonandola per i capelli fino a strapparle numerose ciocche. Poi il 40 enne ha messo in moto e l’ha portata in un box che ha in uso a Carugate, minacciando di ucciderla con una bottiglia di vetro che aveva in macchina.

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Minacce e violenze psicologiche

Una volta all’interno del garage, ha trascinato la fidanzata sul pavimento e, continuando a colpirla a calci e pugni, poi l’ha stuprata per diverse ore. Dopo averla fatta risalire in auto, fingendo di volerla riaccompagnare a casa, ha girato in auto nei pressi di casa sua continuando ad aggredirla e minacciarla, sottoponendola a violenze psicologiche per convincerla a chiedere scusa per averlo fatto arrabbiare.

Fatta marcia indietro, l’ha riportata nel suo box, dove l’ha picchiata e costretta a registrare un video nel quale ammetteva un inesistente tradimento e violentata ancora. Solo verso le tre del mattino l’ha lasciata davanti al cancello di casa, convinto che lei, terrorizzata, non lo avrebbe mai denunciato, pregandola di raccontare ai genitori di aver litigato con un’altra ragazza in discoteca. Trasportata dai familiari in ospedale, il volto devastato dalle botte, la giovane è rimasta ricoverata fino all’8 marzo. Sia mentre la ventenne era in ospedale, sia dopo la dimissione, il 40 enne ha continuato a tormentarla con sms chiedendo di poterla incontrare.