Sette delegati della St passano da Fiom a Usb. Un presidio davanti ai cancelli dell’azienda e una conferenza stampa per spiegare i motivi dello strappo che li ha spinti (loro sono sette delegati sindacali della multinazionale di Agrate) ad abbandonare la Fiom e ad accasarsi alla Usb (Unione sindacale di Base).

Il perché dello strappo

I sette delegati si sono ritrovati davanti alla sede di via Olivetti nella mattinata di oggi, venerdì, per illustrare i motivi dell’addio a Fiom che fino a ieri contava 23 dei 39 delegati interni alla multinazionale.

“Lasciamo la Fiom perché ormai finge di essere dalla parte dei lavoratori”, si legge nel volantino distribuito all’ingresso”.

Un concetto ribadito, a nome anche degli altri delegati fuoriusciti (Michele Solimando, Gioacchino Ballarino, Simona Cavarra, Luca Panosetti, Massimo Taglioretti e Giorgio Albertone), da Gianluca De Angelis.

“Pochi giorni fa Fiom ha firmato il modello di rinnovo del contratto nazionale del metalmeccanici basato su un indice di adeguamento dei salari all’inflazione che non tiene conto dell’aumento più importante, ossia quello dei costi energetici. In sostanza è un aumento fasullo, svuotato, che in passato Fiom aveva contestato e che ora, improvvisamente, approva. Calcoliamo che la perdita del potere d’acquisto per ogni famiglia sia di circa 700-800 euro. E’ inaccettabile e incredibile che Fiom abbia firmato. Un altro tassello della deriva imboccata dalla Cgil. Non potevamo più restare in un sindacato che ha deciso di voltare le spalle ai lavoratori. In sostanza non siamo noi ad essercene andati, ma è stata Fiom a cambiare rotta”.

Oltre a ciò, a determinare lo strappo, anche la gestione del fondo sanitario integrativo per i lavoratori assegnato ad un cosiddetto ente bilaterale.

“Ciò significa – ha spiegato ancora De Angelis – che se per ogni lavoratore l’azienda stanzia 150 euro per il fondo, al lavoratore ne vanno meno, perché una parte resta all’ente bilaterale che lo gestisce”.

Il responsabile nazionale di Usb

“I fatti sono sotto gli occhi di tutti e non si possono confutare – ha aggiunto Sergio Bellavita, responsabile nazionale Usb per l’industria – Fiom ha firmato un contratto nazionale che fino a ieri ha sempre contestato con le stesse motivazioni. Per altro qui in St il sì alla firma è arrivato, in occasione del referendum interno,  con una maggioranza molto risicata”.

Il responsabile di Monza e Brianza

“Stiamo assistendo a una crescita importante di Usb nella zona di Monza e Brianza, soprattutto nel settore privato dove fino a poco tempo fa eravamo poco presenti  – ha commentato  il responsabile della federazione Gianni Romano – L’adesione di sette delegati di St è per certi versi storica e clamorosa e la reazione scomposta di Fiom-Cgil di Monza e Brianza ne è la riprova”.

La reazione di Fiom Cgil

Reazione che è arrivata sempre nella mattinata di venerdì scorso per bocca del segretario generale di Cgil Monza e Brianza Maurizio Laini.

Ciò che  non ci convince, anzi ci rammarica, è che il cambio di casacca venga effettuato con un metodo del tutto non condivisibile, e adducendo motivazioni fragili, al limite della pretestuosità – ha dichiarato Laini – Non è credibile addurre a motivazione del passaggio ad altro sindacato la propria contrarietà al fondo sanitario integrativo, quando in St il fondo è presente da 15 anni. Non è credibile questa motivazione nel momento in cui abbiamo chiesto il raddoppio della quota del fondo sanitario a carico dell’azienda”.

Il commento di uno dei delegati Fiom

“La maggioranza delle Delegate e dei  Delegati in Stm non condividono questa scelta  – ha spiegato Cosimo Ciminelli, delegato Fiom in St – e continueranno a lavorare con costanza e responsabilità nel solo interesse delle colleghe e dei colleghi, al fine di migliorare le condizioni di lavoro e salariali. Il resto sono solo chiacchiere.”

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