E’ sparito nel nulla: sospeso il processo a carico del foreign fighter dell’Isis. Residente a Bresso e con un lavoro stabile in un’impresa di pulizie, era partito per l’Iraq nel 2014, via Istanbul, con la moglie, la figlia 15enne e il figlio di 10 anni.

Processo sospeso per il foreign fighter

Con questa motivazione giovedì scorso il gip di Milano Luigi Gargiulo, nel corso dell’udienza preliminare, ha sospeso il procedimento penale a carico di Ahmed Taskour, 50 anni, presunto foreign fighter di nazionalità marocchina. Dal 2014 ha fatto perdere le proprie tracce assieme alla famiglia. Su di lui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare per terrorismo internazionale.

Famiglia, lavoro stabile e voglia di martirio

Le indagini a carico del marocchino (che era stato accertato vivere con la famiglia in un appartamento Aler) sono state condotte dal pool antiterrorismo di Milano guidato dai pm Alberto Nobili ed Enrico Pavone. Taskour non aveva mai destato sospetti, fino a quando il foreign fighter ha preso la decisione di abbracciato la jihad al punto da essere considerato “elemento importante della propaganda” dell’Isis in Italia.