Un agratese era sul treno della morte.  C’era anche Serafino Colombo, 57  anni, giovedì mattina sul  convoglio di Trenord deragliato tra Pioltello e Segrate. Un disastro, costato la vita a tre donne, che l’agratese non potrà mai dimenticare.

“Ho pensato fosse giunta la mia fine”, ha raccontato con la voce rotta dall’emozione. Residente a Brignano, in provincia di Bergamo,  Colombo è un agratese doc, cugino dell’attuale sindaco Ezio Colombo.

“Sono cresciuto ad Agrate, dove sono rimasto fino ai 34 anni – ha raccontato – Una volta sposato, nel 1993, mi sono trasferito a Brignano, il paese di mia moglie. Tuttavia sono rimasto molto legato alla mia città, dove risiede tutto il resto della mia famiglia”.

Un tragitto fatto migliaia di volte

Volto molto conosciuto in paese, Serafino Colombo è uno dei numerosi pendolari che ogni giorno salgono su uno dei treni che collegano Cremona a Milano:

“Lavoro come disegnatore in un’azienda di progettazione a Corsico e ormai da 25 anni prendo il treno a Treviglio, per poi scendere a Lambrate. Giovedì sembrava una mattina come tutte le altre. Sono salito sul vagone con il sindaco di Brignano, ma essendo tutti occupati i posti a sedere sono rimasto in piedi”.

Quei momenti drammatici

“Improvvisamente abbiamo sentito un botto tremendo – continua Colombo – Inizialmente ho pensato che il treno avesse travolto una persona sui binari, ma di lì a poco ho visto il vagone sollevarsi e numerosi sassi colpire i finestrini: a quel punto ho capito che stavamo deragliando. Per una ventina di secondi il treno ha continuato a sbandare: sono stati momenti terribili, in cui ho visto la morte in faccia. Ho davvero pensato che fosse arrivata la fine. Per fortuna il nostro vagone, il primo dopo quello maggiormente colpito dall’incidente, non si è spezzato: a quel punto qualcuno ha urlato di spostarsi in coda e tutti hanno iniziato a correre. Io ho stretto al petto la mia valigetta e mi sono raggomitolato sotto un sedile, trovandomi schiacciato sotto quattro o cinque persone: sono uscito per ultimo dal vagone, passando attraverso il finestrino. Per fortuna ero illeso, me la sono cavata “solo” con un trauma alla spalla”.

Uno scenario apocalittico

Una volta fuori dalla vettura, Colombo si è trovato di fronte uno scenario apocalittico.

“Ricordo nitidamente una donna incastrata in uno finestrino, persone ferite e terrorizzate. Fortunatamente il cellulare era intatto e sono riuscito a contattare la mia famiglia e tranquillizzarla. E’ stato tremendo, fisicamente sto bene ma lo shock è davvero tanto: non sono esperienze che si dimenticano facilmente.  Il mio rientro al lavoro è previsto per lunedì 5 febbraio, ma so che non sarà facile”

“Devo trovare il coraggio di salire nuovamente su un treno”

“So che dovrò nuovamente salire su quel treno e che dovrò farlo per altri due anni prima di andare in pensione: devo trovare dentro di me il coraggio di superare questo shock e di andare avanti, anche grazie all’aiuto di tutti i miei familiari e delle persone che mi stanno sostenendo in questi giorni così difficili”.