Quali sono le proprietà del vino? Colore, profumo, gusto grado di limpidezza. Quest’ultima può essere lucida, brillante, limpidissima, limpida. Il profumo può essere pieno, nobile, pronunciato, delicato, sottile, tenue, sfuggente. Il gusto è determinato dalla maggiore o minore presenza di alcuni suoi costituenti: zucchero, tannino, glicerina, in questo contesto sono fondamentali. In rapporto alla presenza di zucchero si hanno: vini secchi e asciutti, quando la zucchero è pressoché assente; vini abboccati, se la presenza dello zucchero è appena percettibile; ecco poi vini sulla vena, quando si avverte il gusto dolce; spazio ai vini amabili, se il dolce è chiaramente apprezzabile; o ai vini pastosi, se il dolce è netto ma non prevalente; vini dolci, infine, se lo zucchero è presente in carattere predominante.

Quali sono le proprietà del vino?

Porta il buon umore a casa e al ristorante: bianco, rosso o rosato spesso salva una serata “storta”. Vino: sempre in tavola per accompagnare pranzo e cena. L’ottima cucina del ristorante si apprezza solo se accompagnata da un buon vino. E il vino, dal canto suo, può essere apprezzato come merita solo rispettando alcune semplici regole. Si inizia con le quantità, che variano a seconda del tipo di vino in tavola. Una buona regola impone di non riempire mai il calice. Nei migliori ristoranti, è poi premura del personale di servizio mescere il vino di tanto in tanto, riportando a misura il livello, ruotando leggermente la bottiglia nell’alzarla dal bicchiere.

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Come consumarlo?

Per comunicare al cameriere il proprio appagamento sarà sufficiente il gesto di una mano. Una buona norma impone di cambiare il bicchiere ad ogni diverso tipo di vino, anche se dello stesso colore. In occasioni particolari, o anche solo in un appuntamento conviviale con gli amici, il brindisi rappresenta un momento particolarmente importante. In quanto gesto simbolico, gli astemi possono limitarsi a sfiorare il bicchiere con le labbra.

Le buone maniere

Vino e acqua non si miscelano, ma si bevono separatamente. Segno di cattive maniere il mignolo alzato portando il bicchiere alla bocca. Un accorgimento da osservare, inoltre, è quello di servire i vini nella caraffa quando sono di tipo comune, lasciarli invece nella bottiglia quando sono particolarmente pregiati. Diciamo che è particolarmente chic, invece, servire champagne o spumante in caraffa. Nei pranzi formali, dove il personale di servizio si preoccupa di servire il vino, le bottiglie trovano posto sul tavolino, o in un angolo della tavola. Qualora la bottiglia in tavola sia particolarmente vecchia, occorre stapparla molte ore prima affinché il vino prenda aria.