Arriva al Teatro Manzoni di Monza “Cita a ciegas”, il nuovissimo spettacolo diretto da Andrée Ruth Shammah che ha appena debuttato al Teatro Franco Parenti di Milano. Nel cast big come Gioele Dix e anche una giovanissima attrice monzese.

Al Teatro Manzoni arriva Cita a Ciegas

Nel cast dello spettacolo, che debutta domani sera e resterà in città fino a domenica 8 aprile, ci sono big come Gioele Dix e Laura Marinoni. Ma anche un’attrice monzese che si sta affermando velocemente nel panorama teatrale nazionale: si tratta di Roberta La Nave. La produzione, basata su un testo del pluripremiato drammaturgo argentino Mario Diament, è un thriller appassionante, un avvincente intreccio di incontri dove violenza, inquietudine e comicità serpeggiano dentro rapporti d’amore.

La regia è firmata Andrée Ruth Shammah, che ha fortemente voluto lo spettacolo e lo ha affidato ad un cast davvero eccezionale in cui figurano anche Laura Marinoni ed Elia Shilton.

La trama in breve

Un uomo cieco è seduto su una panchina di un parco a Buenos Aires. È un famoso scrittore e filosofo – chiaramente ispirato all’autore argentino Jorge Luis Borges,  che era solito godersi l’aria mattutina. Quella mattina, la sua meditazione viene interrotta da un passante: da qui una serie di incontri e dialoghi svelano legami tra i personaggi sempre più inquietanti, misteriosi e a tratti inaspettatamente divertenti.

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Molto più di un omaggio

Come Borges, che crebbe parlando e scrivendo in inglese e spagnolo e visse in diversi paesi, il drammaturgo argentino Diament è uno scrittore interculturale, un emigrato e un esule. Scrive dell’Argentina, di identità e isolamento, tanto come fece Borges. Tuttavia “Cita a ciegas” non è solo un omaggio: è un regalo creativo di Diament, un gesto d’amore per il maestro.

Apprezzato dalla critica

Lo spettacolo che ha da pochissimo debuttato al Teatro Franco Parenti di Milano ha già ricevuto molti apprezzamenti da parte della critica. “Andrée Ruth Shammah, nella bella scena di Fercioni, fa conoscere Diament con una regia di bella classicità, raffinata, luminosa, capace di valorizzare i significati del testo, la parola e l’attore” – ha scritto nei giorni scorsi il Corriere della Sera.