In attesa dell’arrivo di Ornella Vanoni che sarà al Teatro Manzoni il prossimo 14 febbraio, questo sabato 10 febbraio a teatro in scena Antonio Ornano con lo spettacolo di cabaret “Horny”, prosecuzione di Crostatina Stand Up.

Al Teatro Manzoni arriva “Horny”

Chi è Horny? Horny è il soprannome di Antonio Ornano, un uomo adulto che ancora deve capire cosa si aspetta dalla vita. Horny è la cronaca spietata delle sue fragilità come marito e come padre. Un inno all’incompiutezza emotiva e sentimentale del maschio “adulto”. Un’ode all’imperfezione che in chiave comica si propone di squarciare l’ipocrisia di
una società che ci vorrebbe sempre infallibili e di successo.
Ed è così che prenderanno voce molti pensieri intimi e alle volte inconfessabili.

La musica nella formazione del comico

L’importanza del rock e di Bruce Springsteen nel complesso processo di crescita e formazione del protagonista, le sue prime pulsioni sessuali, il ruolo salvifico delle piccolemenzogne intuitive e riflessive nel rapporto con la moglie Crostatina, il sesso matrimoniale dopo l’avvento dei figli, i viaggi in traghetto con tutta la famiglia.

Una proiezione nella terza età

Ma si proverà anche a riflettere su come ci vediamo proiettati nella terza età e su come un immaginario collettivo inzuppato di luoghi comuni
spesso condizioni il nostro approccio all’ omosessualità, e in generale a tutto quello che erroneamente reputiamo diverso ma che semplicemente abbiamo paura di conoscere.

Leggi anche:  Alla Rovagnati il premio Quality Awards

Info e prenotazioni

Biglietteria del Teatro Manzoni (via Manzoni, 23 a Monza), nei seguenti giorni e orari di apertura al pubblico:
– martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 –
– mercoledì dalle 15.00 alle 19.00
– da 30 minuti prima dell’inizio degli spettacoli
– Telefono: 039.386500
– E-mail: info@teatromanzonimonza.it

Chi è Antonio Ornano

Antonio Ornano nasce a La Spezia, per poi trasferirsi a Genova. Qui, all’età di 14 anni si appassiona al teatro: il padre lo porta a vedere Il malato immaginario, opera che induce il giovane adolescente a voler a tutti i costi diventare un attore. Così Antonio comincia a seguire diversi laboratori di teatro. Intanto, però, si laurea anche in Giurisprudenza, pur sapendo comunque che non sarebbe stata quella la sua strada. Antonio è nato per fare l’attore e, dopo una lunga gavetta drammatica, capisce di avere un grande talento per la comicità. Comincia così la carriera come cabarettista che lo ha portato ad esibirsi anche in tv all’interno del programma Colorado.