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Morbillo a Monza, dal 26 aprile 126 segnalazioni di malattia accertata

Registrato in Ats un aumento delle segnalazioni di casi di morbillo rispetto allo stesso periodo del 2016. 117 dei malati non erano mai stati vaccinati contro il morbillo

Morbillo a Monza, Ats Brianza ha registrato un aumento di casi di malattia accertata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nelle ultime due settimane abbiamo dedicato ampio spazio alla vicenda. Due settimane fa abbiamo realizzato un servizio speciale sul morbillo mettendo in evidenza il caso al San Gerardo di Monza. Il secondo speciale in edicola questa settimana, ha raccontato invece il caso in relazione al mondo delle scuole.

Una fotografia della situazione

Registrato in ATS un aumento delle segnalazioni di casi di morbillo rispetto allo stesso periodo del 2016. “L’andamento delle segnalazioni di casi di morbillo a carico di cittadini residenti o domiciliati nel territorio dell’ATS della Brianza – spiega la Dott.ssa Paola De Grada, Medico del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS Brianza- è stato, negli anni dal 2000 al 2016, in sostanziale allineamento con i dati regionali. Dal mese di Gennaio 2017 si registra invece, in ATS, un aumento delle segnalazioni di casi di morbillo rispetto allo stesso periodo del 2016. Più precisamente, alla data del 26 Aprile sono pervenute n° 126 segnalazioni di malattia accertata”.

Chi è più a rischio?

“La malattia si è manifestata in soggetti di tutte le età, con un range che va dai 9 mesi ai 54 anni. Come atteso, la maggiore concentrazione dei casi si è avuta in bimbi della fascia 0-4 anni e nei giovani adulti della fascia 30-34 anni”.

L’area del contagio

Relativamente all’area geografica, quindi alla residenza dei malati, il numero di casi è stato di 6 nel territorio di Lecco, 29 nel territorio di Monza e 91 in quello di Vimercate, interessando la maggior parte dei Comuni di competenza.

Il decorso

Il decorso della malattia nei 126 pazienti è in linea con il quadro tipico del morbillo: febbre, tosse ed esantema diffuso su tutto il corpo, un quadro di malattia che si risolve in genere in breve tempo, ma che in alcuni casi può sviluppare complicanze anche severe. Tra i casi di ATS Brianza sono state segnalate complicanze in polmonite (in 4 casi con insufficienza respiratoria), epatite e varie forme minori, come otite, diarrea e stomatite. Fortunatamente, in nessun caso di malattia si è riscontrata encefalite, la più temuta delle forme gravi. In relazione al quadro sintomatologico e alle successive complicanze, per 23 dei pazienti è stato necessario il ricovero, mentre per altri 13 l’accesso al Pronto Soccorso.

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Su 126 malati, 117 non erano mai stati vaccinati

“Dall’inchiesta epidemiologica effettuata a seguito di ogni segnalazione di caso – sottolinea Paola De Grada – è emerso che ben 117 dei malati non erano mai stati vaccinati contro il morbillo, in linea con il dato nazionale che mostra circa il 90% di non vaccinati, rispetto al totale dei malati, per l’anno in corso”. Delle 117 persone non immuni al morbillo, 9 hanno contratto la malattia, benchè fossero state vaccinate subito dopo il contatto con un ammalato. In questi casi, la “vaccinazione post-esposizione” non ha potuto evitare la malattia, ma ha sicuramente contribuito ad evitare possibili complicanze. Dei 9 ammalati che avevano riferito di essere stati vaccinati in passato, 8 avevano effettuato 1 sola delle 2 dosi di vaccino necessarie per avere una garanzia di protezione dal virus. Solo nel caso di 1 adulto, vaccinato con 2 dosi nell’infanzia, si ipotizza che la vaccinazione non abbia assicurato l’immunità contro la malattia, evenienza rara, ma possibile per qualsiasi tipo di vaccinazione.

Alta contagiosità

Anche la caratteristica dell’alta contagiosità del morbillo si è resa evidente nell’epidemia che interessa il territorio dell’ATS della Brianza. Infatti, dei 126 casi di malattia segnalati ad oggi, ben 64 sono raggruppabili in “focolai” di malattia, con coinvolgimento dell’ambito familiare (madre/figlio,moglie/marito,..), ma anche del contesto lavorativo. “In conclusione – spiega la Dott.ssa De Grada – i dati rilevati a livello locale confermano la persistenza della circolazione del virus del morbillo, dovuta al mancato raggiungimento della copertura vaccinale di almeno il 95% dei bambini fino a 24 mesi di età, indicata dagli esperti come soglia minima per fermare la circolazione del virus nella popolazione. Sappiamo che questo dato è legato sostanzialmente al crescente numero di genitori che rifiutano la pratica vaccinale, nonostante evidenze scientifiche consolidate sul valore positivo delle vaccinazioni e sulla loro sicurezza. Per rafforzare l’informazione e favorire l’adesione consapevole da parte dei genitori, in collaborazione con i Pediatri di Famiglia, sono in atto a livello regionale azioni di monitoraggio delle coperture e di rafforzamento della proposta di vaccinazioni in età pediatrica”.

 

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