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Limbiate: nessun colpevole per la morte della cagnolina Marinella

La cagnolina era stata uccisa gettandola nelle acque del Villoresi nel giugno del 2015

E’ stato archiviato il procedimento a carico di ignoti per la barbara uccisione della povera Marinella, la cagnolina setter affogata nel Villoresi nel 2015. Nessuno pagherà per questo efferato gesto, che ha sconvolto molte persone e ha sollevato un vero e proprio movimento di opinione.

Una barbara uccisione

Il corpo senza vita della setterina era stato trovato da un passante nelle acque del Villoresi con una pietra al collo. Era l’11 giugno 2015, al confine tra Palazzolo Milanese e Limbiate. La piccola cagnetta era stata barbaramente uccisa dal suo padrone, che le aveva legato una pesante pietra al collo e l’aveva buttata nel canale per disfarsene. La foto del corpo senza vita aveva fatto presto il giro della Rete, suscitando sgomento e indignazione.

Pochi testimoni, nessun colpevole

L’episodio aveva suscitato un’ondata di sdegno sia sui social network sia sulla stampa locale. L’associazione “Lega del cane” si era addirittura costituita parte civile nel procedimento che la Procura della Repubblica presso il tribunale di Monza aveva avviato a carico di ignoti. Alcuni testimoni avevano visto un’auto sfrecciare via pochi istanti prima del fortuito ritrovamento, ma non è mai stato possibile individuare il responsabile dell’atroce gesto. La Procura ha chiesto l’archiviazione del procedimento, suscitando l’amara reazione di alcuni cittadini che avevano sperato di trovare il responsabile dell’atto.

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Un’associazione in memoria di Marinella

Un gruppo di amanti degli animali si era addirittura costituito nell’associazione “Non voltiamogli le spalle”, con l’intento di ricordare la piccola Marinella; così era stata chiamata la setterina. Nel corso degli ultimi due anni l’associazione ha promosso varie iniziative per non dimenticare l’uccisione della cagnetta, tra cui due partecipate fiaccolate. Tutt’oggi l’associazione promuove l’adozione degli animali nei canili e si occupa di denunciare le violenze contro gli animali domestici. Una missione che i volontari sono ancora più motivati a perseguire dopo la brutta notizia relativa all’archiviazione del procedimento.

Fabio Brioschi

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