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Monza morbillo: l’ultima bufala sul bimbo morto in ospedale

Dal reparto di malattie infettive, il piccolo non è mai passato (per mancanza di letti)

Monza morbillo: l'ultima bufala sul bimbo morto in ospedale

Monza morbillo: l’ultima bufala sul bimbo morto in ospedale

E’ una bufala, l’ultima che circola sulla morte all’ospedale San Gerardo del bimbo leucemico contagiato dal morbillo.

La Asst smentisce

A smentirla è lo stesso ospedale San Gerardo, ovvero la Asst (Azienda socito sanitaria territoriale) di Monza.

Su Facebook nelle ultime ore ha preso a circolare un post secondo cui il bimbo, già immunodepresso, avrebbe contratto la malattia perché, in mancanza di posti letto, sarebbe stato dirottato fra gli infettivi.

Ma la Asst di Monza conferma chiaramente di non avere evidenza di ricoveri, al netto dell’ultimo in rianimazione, dove il piccolo è poi deceduto.

Pubblico e privato coinvolti

L’Asst aveva, infatti, preso in carico il bambino dopo che si era aggravato all’interno dei reparti per la cura dei più piccoli (che nel nosocomio non sono gestiti dal Pubblico, ma dall’ente privato Fondazione Mb per il bambino e la sua mamma).

Ma dal reparto di malattie infettive, il piccolo non è mai passato.

L’epidemia (quella vera)

Vero invece che nella Clinica Pediatrica gestita dalla Fondazione Mbbm si fosse diffusa un’epidemia di morbillo subito contrastata (sia da Fondazione che da Asst) con profilassi e verifiche del caso. Ma anche qui: è impossibile stabilire con certezza se il piccolo deceduto abbia contratto il virus in reparto o meno, anche perchè – primo – il periodo di incubazione del morbillo può arrivare fino a tre settimane, e – secondo – perché in quelle settimane non era un paziente fisso della struttura, ma andava e veniva dalla casa di famiglia a Milano solo per le cure contro la leucemia.

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Il concetto di fondo

Il concetto di fondo resta ad ogni modo cristallino: soprattutto per l’utenza debole, minore è la diffusione generale di virus come il morbillo, minore è il rischio di essere contagiati (e di incorrere in complicazioni a seguire). E in questo senso le vaccinazioni fanno la parte del leone, anche se non è obbligatorio per gli adulti vaccinarsi… nemmeno – questo il più evidente paradosso – per gli operatori sanitari.

 

Un Commento

  • giorgio montali ha detto:

    secondo le prescrizioni del bugiardino AIFA sul vaccino da morbillo , i bambini vaccinati non
    devono essere posti a contatto con bambini immunodepressi ( LEUCEMICI) PER ALMENO SEI SETTIMANE DOPO LA VACCINAZIONE PER EVITARE IL RISCHIO DI TRASMISSIONE DEL VIRUS
    ATTENUATO, FA RABBRIVIDIRE L’ IGNORANZA DELLA PESONA CHE HA DIFFUSO IL POST E SE E’ VERO L’ IRRESPONSABILITA’ DELLA FONDAZIONE CHE NON HA PROTETTO IL BAMBINO PUO’ DEFINIRSI NEGLIGENZA CRIMINALE.

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