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La carne fa davvero male? No, se mangiata nella giusta quantità

Contiene proteine molto simili a quelle umane che il nostro organismo riesce a utilizzare più facilmente

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La carne fa davvero male? Lasciamo da parte considerazioni etiche e filosofiche. Vediamo di analizzare brevemente l’importanza della carne per la salute e per l’alimentazione umana. Questo alimento una fonte proteica ad alto valore biologico. Seppur nell’estrema variabilità dovuta alla specie, ai tagli e alle caratteristiche dell’animale considerato. Ciò significa che le sue proteine sono molto simili a quelle umane. E sono quindi utilizzabili dall’organismo per soddisfare i vari processi metabolici in cui sono coinvolte. Parliamo della produzione di ormoni, enzimi, neurotrasmettitori, anticorpi, ecc.

Le proteine vegetali

Nelle proteine vegetali, al contrario della carne, il grado di similitudine con quelle umane è inferiore. Ciò significa che quando l’alimentazione è incentrata esclusivamente su questi alimenti (dieta vegana) è facile incorrere in carenze specifiche. Soprattutto se non si pone molta attenzione alle fonti proteiche consumate e ad un’eventuale integrazione con amminoacidi essenziali. Il discorso cambia radicalmente se si passa dal divieto assoluto di consumare alimenti animali ed i loro derivati a quello di evitare solamente la carne ed il pesce (dieta vegetariana). Uova, latte e derivati sono infatti in grado di colmare, senza troppi problemi, le carenze dovute all’allontanamento della carne e del pesce dal piano alimentare quotidiano.

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L’importanza del ferro

Un altro punto a favore della carne è insito nel suo ottimo contenuto in ferro. Decisamente superiore rispetto a quello degli alimenti di origine vegetale. Tale differenza si registra soprattutto a livello qualitativo. Dal momento che a parità di ferro assunto, quello di origine animale viene assorbito in proporzioni nettamente superiori (circa 3 volte maggiori).

La carne fa davvero male?

L’elevato contenuto proteico, capace tra l’altro di stimolare la secrezione dell’ormone della crescita, associato alla ricchezza in ferro, contribuisce a rendere la carne un alimento di primaria importanza nell’alimentazione di sportivi, bambini, ragazzi, anemici e donne in gravidanza.

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