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Accordo in tribunale: chiusa la vicenda KFlex

Dal 24 gennaio i lavoratori sono rimasti in presidio davanti alla fabbrica

Accordo in tribunale: chiusa la vicenda KFlex di Roncello. Dopo mesi di lotta i firmatari del documento chiedono di “ripartire  dalla vertenza K-FLEX per definire al più presto una legge nazionale che difenda il lavoro dalle delocalizzazioni,  per il ripristino art.18 e contro il jobs-act”

Dopo mesi chiusa la vicenda KFlex

Dal 24 gennaio 2017  i lavoratori  sono rimasti in presidio davanti alla fabbrica, in sciopero e senza stipendio. Una lunga e durissima vertenza sindacale. Giorno e notte per impedire la delocalizzazione di impianti e produzione in Polonia e bloccare gli annunciati 187 licenziamenti

 

La firma

Lunedì 15 maggio il presidio è stato rimosso. L’assemblea dei lavoratori  preso atto dell’incapacità del Governo, azionista di K-FLEX tramite Cassa Depositi e Prestiti, nel disporre un efficace intervento e bloccare la delocalizzazione in Polonia,  ha deciso di accettare la mediazione del tribunale di Monza. Una scelta difficile ma, senza alternative immediate. “Hanno lottato e fatto tutto quanto era possibile – sottolinenano i rappresentanti  di  Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Comitati di Possibile e  Articolo 1 Mdp – A loro è dovuto un grande ringraziamento e rispetto.  La loro battaglia di giustizia la vogliamo assumere come un insegnamento. La vertenza K-FLEX ha rappresentato una grande esperienza umana e un grande momento di solidarietà”

 

Un caso… “esemplare”

“Il caso della K-FLEX non è purtroppo un caso isolato – proseguono –   L’intero territorio della Brianza è pieno di aziende piccole grandi o multinazionali, conosciute e sconosciute alle cronache che sono state tutte pesantemente toccate da processi di de-industrializzazione e de-localizzazione che hanno portato a chiusure, esuberi, licenziamenti e cassa integrazione. Basterebbe citare IBM, Celestica Bames-Sem , Alcatel-Lucent, Candy, Compel e Linkra, Yamaha, Panem  ecc”

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E ora che è  chiusa la vicenda KFlex?

“Ora sono licenziati, senza un lavoro e con pochissime prospettive. Subiranno le penalità del Jobs Act: non avranno la mobilità ma solo la Naspi per 24 mesi con una indennità decrescente e copertura contributiva ridotta, non avranno la CIG Straordinaria . Chi avrà la fortuna di ricollocarsi non avrà la tutela dell’ art. 18.   Non vogliamo dimenticare la durissima battaglia. Non si tratta di una sconfitta ma di un nuovo inizio”

 

Le richieste dei lavoratori

I lavoratori chiedono che

  • venga assunta nella agenda politica e sindacale la definizione di una legge  che difenda il lavoro dalle delocalizzazioni  e una riscrittura della normativa e dei principi che regolano i finanziamenti pubblici
  • vengano re-introdotte le garanzie e le tutele di quello che è stato l’articolo 18;   venga abrogata la legge del Jobs-Act del governo Renzi;
  • la politica torni a parlare di lavoro nel rispetto dell’articolo 1 della nostra Costituzione.

 

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