Rolfi: "Mi ricandido al Pirellone per una stagione di grandi riforme"

Bilancio positivo del consigliere regionale della Lega.

Rolfi: "Mi ricandido al Pirellone per una stagione di grandi riforme"
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Rolfi: "Mi ricandido al Pirellone per una stagione di grandi riforme". Fabio Rolfi, 40 anni, sposato e con una bambina, laureato in Economia, consigliere regionale della Lega, e dal 2016 anche presidente della Commissione Sanità (di cui è anche responsabile per la segreteria nazionale della Lega Lombarda), non vuole assolutamente lasciare a metà strada il suo percorso.

Impegnato nella Lega da quando aveva 17 anni. Una passione che dura da qualche lustro. Ma è ancora così viva?
«Assolutamente sì, nelle varie fasi politiche la passione verso la Lega è rimasta viva, ma anche verso la politica, verso il territorio e verso l'impegno pubblico».

E' stato anche vicesindaco della seconda città della Lombardia, Brescia, un impegno non da poco...
«Un impegno molto bello per quello che ho vissuto io. Io dico sempre che il luogo più bello dove fare politica è nella propria comunità perché tocchi con mano la concretezza della città e il risultato delle tue scelte e del tuo impegno. Ma soprattutto la cosa più bella, per chi fa politica, è il rapporto incessante, quotidiano, faticoso con la gente che ti richiama a misurarti con pragmatismo, a risolvere il problema e arrivare alla soluzione del problema che ti è stato posto, Cosa che spesso ai livelli più alti, seppur più importanti, non c'è. Per cui quello è un elemento che ricordo con molto favore e che mi è servito a formarmi ed è anche un po' il metro di misura del mio agire politico oggi, poiché anche nell'attività in Regione si guarda molto a Brescia. Senza dimenticare, soprattutto nella fase elettorale il fatto che penalizzi un po' la famiglia, i momenti quotidiani da dedicare alla mia bambina. E credo che questo sia il sacrificio più pesante per chi si impegna nel pubblico. La mia fortuna è comunque avere una famiglia che supporta questa mia passione».

E qual è il suo bilancio, da amministratore, in questo fine mandato?
«Un bilancio personale che ritengo positivo per me e per la Giunta regionale, che ho avuto l'onore di supportare come consigliere. Questa è stata una stagione di grandi riforme. Ne possiamo citare tante: tra le prime quella che avrà i suoi frutti negli anni, coraggiosa ma necessaria, la sanità. Una riforma che porta la sanità ad essere più a contatto con i cittadini e meno ospedalocentrica, più attenta alle sfide emergenti come gli anziani, gli ammalati cronici. Con l'obiettivo di eliminare le lunghe liste d’attesa portando la tutela della salute pubblica lombarda ancora più in alto di quanto già non lo sia. E a questo proposito ho già avuto un colloquio con il candidato presidente Attilio Fontana, che si è subito mostrato sensibile a questo tema. E poi, ancora, la legge sulla ludopatia, di cui sono stato relatore, una vera e propria battaglia contro il gioco d'azzardo patologico. La fortuna e l'orgoglio di esserne appunto stato relatore, la prima legge regionale in Italia su un tema che ha spalancato le porte su questa grave patologia. Ricordo poi la legge contro il consumo del suolo, le normative per contenere la diffusione dei centri commerciali, la legge anti moschee, la battaglia contro il burka, i tanti investimenti per la sicurezza e per il sostegno alle imprese nel campo agricolo. Insomma, una grande stagione per la Lombardia».

E l'iniziativa di cui va in assoluto più orgoglioso?
«Se devo fare una scala di valori sottolineo ancora quella sulla ludopatia, perché mi ha consentito di approfondire e conoscere il dramma di migliaia di famiglie lombarde. Nel costruire la legge sono entrato in contatto con i gruppi di giocatori anonimi partecipando e vivendo le loro sensazioni emotive, i disastri finanziari causati da questa nuova droga immateriale, che è appunto il gioco d'azzardo, e quindi con orgoglio posso dire che in Lombardia oggi siamo arrivati a ridurre le sale gioco, grazie alle norme più restrittive che siamo riusciti a creare, anche col mio contributo. E il fatto che ci sia anche il mio nome su questa nuova “frontiera” mi rende molto felice».

E sulla sua città, Brescia, e tutto il suo territorio provinciale?
«Per il mio territorio massima attenzione al lavoro e all'ambiente, di cui poi credo che vada assolutamente valorizzato il lavoro svolto dall'assessore Terzi. E' stata bloccata tutta una serie di discariche che venivano avanti, soprattutto nella zona di Montichiari, Calcinate e dintorni. Una rivoluzione normativa, banale se vogliamo, che ha introdotto un concetto molto semplice, oltre una certa soglia di rifiuti non bisogna andare con nuove autorizzazioni, proprio e soprattutto a tutela della salute dei residenti».

Roberto Maroni si è defilato, almeno negli annunci, da ulteriori impegni politici e in questo momento la Lega è in forte fibrillazione...
«Sono dispiaciuto per la scelta del presidente Maroni perché abbiamo lavorato bene e avremmo avuto grandi consensi, ma dobbiamo guardare al futuro. E il futuro è Attilio Fontana, un amministratore che ho avuto la fortuna di conoscere quando ero vicesindaco a Brescia di cui ho apprezzato serietà, competenza, intelligenza e anche la volontà di farsi carico dei problemi tipica dell'amministratore locale. Quindi sono convinto che ai lombardi offriamo un ottimo candidato e un ottimo programma che sarà nella logica della continuità».

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