I medici dell’Istituto di Oncologia del Policlinico di Monza hanno stilato una lista di consigli utili alle donne che devono affrontare la patologia del tumore al seno o vogliono conoscerne i segni. Il carcinoma mammario nella struttura di via Amati è curato dal team di specialisti della Breast Unit.

1. Come si manifestano le malattie della mammella

Segni clinici premonitori di malattia sono il riscontro di tumefazione (nodulo), la comparsa di secrezione dal capezzolo alla spremitura/spontanea, l’alterazione del profilo cutaneo, la rientranza del capezzolo, il rossore cutaneo, il dolore.

2. Pazienti a rischio

Vengono così definite le donne che hanno in famiglia significativi casi di tumore mammario: la valutazione di questo dato spetta al medico genetista. L’eventuale esecuzione del Test genetico BRCA (Breast Cancer) serve a evitare pericolosi inutili allarmismi.

3. La figura del senologo

Il senologo è un medico “dedicato” allo studio dell’anatomia, della funzione e delle malattie della mammella. La visita senologica è il primo approccio per le donne per una valutazione delle abitudini di vita quotidiana, della funzione ormonale e sessuale e delle malattie famigliari, al fine di stabilire la necessità di indagini strumentali o controlli periodici. “Le donne ricordano il ginecologo, ma non conoscono il senologo”.

4. Quali e quando eseguire esami strumentali

L’indicazione alle indagini strumentali spetta al senologo in base all’età, i sintomi, la famigliarità. La mammografia (digitale e in tomosintesi) e l’ecografia hanno indicazioni precise che derivano dalla preliminare visita senologica che consente di segnalare al radiologo la presenza o il sospetto di patologia.Ulteriori indagini quali la risonanza e il prelievo bioptico sono indagini di secondo livello per definire un’immagine anomala o sospetta.

5. La collaborazione del medico di base

Il medico di base deve essere la prima figura di riferimento per la donna che riscontra casualmente un segno clinico o un sintomo di recente insorgenza. La prescrizione dettagliata di una visita senologica apre un percorso diagnostico di condivisione con gli specialisti, che seguiranno la paziente con attenzione e professionalità.

6. Perché affidarsi al centro di senologia

Oggi definito anche Breast Unit. Svolge attività multidisciplinare con specialisti di vario settore, che collaborano per arrivare ad una diagnosi condivisa e garantire a tutte le donne, in egual modo, un percorso diagnostico-terapeutico di eccellenza secondo linee guida emesse e riconosciute a livello internazionale. I componenti del Centro di Senologia del Policlinico sono: senologo, radiologo ecografista, chirurgo senologo, chirurgo plastico, anatomo patologo, oncologo medico, radioterapista, psicologo, genetista, fisiatra, case manager. Oggi, chi sceglie di affidarsi al Centro di Senologia dell’Istituto di Oncologia troverà l’esperienza di medici “dedicati”, che lavorano in sinergia e condividono un obiettivo comune.

Leggi anche:  I benefici del Qi Gong, fra armonia ed eleganza

7. La diagnosi e la giusta informazione

Comunicare una diagnosi richiede una sensibilità e una capacità comunicativa non comune. In questo momento il “buon chirurgo” deve saper unire al dato diagnostico, la soluzione che la donna attende e comunicare con chiarezza espositiva il percorso a lei dedicato ed essere disponibile per rispondere alle domande. In caso di necessità lo specialista può avviare la paziente all’affiancamento con lo psicologo.

8. I vari tipi di intervento

Oggi la chirurgia, nei casi selezionati, consente la conservazione della ghiandola mammaria un tempo destinata alla demolizione. Il riscontro di noduli di piccole dimensioni offre risultati di radicalità e di cosmesi soddisfacente con elevata percentuale di guarigione. La metodica dello studio del linfonodo sentinella ha diminuito le dissezioni ascellari una volta routinarie e gravate da complicanze. Inoltre, nei casi di intervento demolitivo, la collaborazione con il chirurgo plastico permette di evitare lo stress psico-fisico indotto dalla mutilazione, con la ricostruzione mammaria nella stessa seduta mediante l’impianto di protesi.

9. Quando serve la radioterapia

Tutte le pazienti che hanno subito intervento conservativo (quadrantectomia) devono effettuare a scopo precauzionale la radioterapia sulla ghiandola mammaria residua. Lo specialista, sulla base dei parametri offerti dall’esame istologico, stabilirà la metodica appropriata. L’Istituto di Oncologia del Policlinico è dotato di radioterapia e dispone di due acceleratori lineari di ultima generazione.

10. Cure mediche e follow-up

L’oncologia oggi dispone di terapie innovative e personalizzate, definite dai parametri biologici e istologici, da fattori che identificano la ormonosensibilità e l’aggressività. Le cure trovano indicazione sia nella fase pre operatoria (con l’intento di ridurre il nodulo e fare un intervento conservativo) che post operatoria, con programmi personalizzabili per ogni paziente. Le cure chimiche, biologiche ed ormonali ottengono risultati sorprendenti con incremento delle percentuali di guarigione clinica e di sopravvivenza nelle pazienti trattate. Al Policlinico vengono prescritti tutti i farmaci necessari, anche quelli ad alto costo. Alle cure segue il follow-up, il controllo nel tempo della paziente, con l’ausilio della clinica e della radiologia, per confermare l’assenza di malattia. La sorveglianza supporta la paziente che con diligenza effettua il percorso indicato dall’oncologo.

Oggi, le probabilità di guarigione sono veramente alte e questa notizia serve a contenere lo stress e l’ansia che si manifestano quando i controlli si protraggono nel tempo. La paziente diligente aumenta significativamente le probabilità di guarigione.

Policlinico Monza
Alcuni medici della Breast Unit del Policlinico di Monza. Da sinistra Francesco D’Errico (Chirurgo Senologo), Emilio Bajetta (Oncologo Medico), Vincenzo Cerreta (Radioterapista)