Addio alla “mamma” delle pigotte dell’Unicef. Si è spenta a 80 anni Jo Garceau, nella sua casa di Cinisello Balsamo. Qui, nella cantina della Villa Ghirlanda, ebbe inizio il progetto.

E’ morta la “mamma” delle pigotte

In un lungo post, l’ex sindaco di Cinisello Balsamo (ed ex onorevole) Daniela Gasparini ha tracciato un ritratto della Garceau, il cui nome è strettamente legato alla famosa bambola di pezza, diventata strumento per il sostegno dell’Unicef. Nata negli Stati Uniti, da padre francese e madre pellerossa della tribù del Cherokee, “delle sue origini era molto orgogliosa – ha sottolineato la Gasparini – Agli inizi degli anni ’80, quando ero assessore alla Cultura, Jo si presentò nel mio ufficio per raccontarmi l’idea della pigotta. Disegnava e dipingeva molto bene e aveva già alcuni bozzetti della campagna informativa, era così straordinariamente affascinante nel parlare con un accento marcatamente americano e così entusiasta del suo progetto che in pochi minuti decidemmo di partire con quella avventura”.

Aiutare i bimbi meno fortunati

Iniziò così una instancabile opera fatta di incontri e iniziative, soprattutto nelle scuole. In 18 anni, sono stati raccolti 27 milioni di euro attraverso la vendita delle pigotte. “Cara Jo, grazie: sei la dimostrazione di cosa può fare una persona che vuole dare il suo contributo per la giustizia sociale , per garantire ai bambini pari diritti e per dare loro l’opportunità di una vita migliore”, ha concluso l’ex sindaco di Cinisello.