Nove affidi preadottivi nazionali e 7 adozioni internazionali: sono i numeri più significativi, relativi al 2018. Un “pezzo” del corposo volume di attività del Centro Unico Adozioni dell’ASST di Vimercate.

Adozioni e affidi nel vimercatese

Il servizio è parte integrante dell’offerta consultoriale e svolge compiti e funzioni ad elevata competenza specialistica ed integrazione socio-sanitaria, garantendo il raccordo con le attività dei consultori (sostegno alla genitorialità, assistenza al nucleo familiare) e con i soggetti esterni (Tribunale per i Minorenni, Enti Locali, Enti Autorizzati, Associazioni di Famiglie Adottive, Servizi Specialistici, Scuole) in materia di adozione.
L’équipe professionale, negli anni, ha effettuato uno specifico training formativo e vanta un’esperienza tecnica pluriennale in materia di adozione nazionale ed internazionale.
Le sedi operative del Centro sono presso i Consultori di Vimercate, Lissone e Seregno.

L’attività

“Nella fase preadozione – racconta Mariangela Beretta, psicologa e coordinatrice del servizio – forniamo alle coppie interessate all’adozione, una prima e completa informazione sulle procedure inerenti l’adozione nazionale ed internazionale; organizziamo corsi di preparazione (il prossimo prenderà il via a metà febbraio); valutiamo, infine, l’idoneità delle coppie aspiranti svolgendo indagini psico-sociali su incarico del Tribunale per i Minorenni”.
“Nella fase post adozione – aggiunge la psicologia dell’ASST – forniamo invece tutta una serie di servizi di sostegno e accompagnamento al nucleo familiare, compreso il monitoraggio sull’inserimento scolastico dei bambini e il supporto genitoriale nei passaggi di crescita dei figli”.

Calano le adozioni internazionali

La specialista ricorda come a livello nazionale sia evidente e progressivo il calo numerico delle adozioni internazionali, quantificato attorno al 40% (percorsi lunghi,
costi, età dei minori adottabili, chiusura da parte di vari Paesi di origine dei minori verso
l’adozione estera).
“Di contro – aggiunge Mariangela Beretta – si rileva, annualmente, un aumento in ingresso, di bambini con special needs adoption (bambini con bisogni speciali e particolari) che, secondo l’ultimo report 2018 della Commissione Adozioni Internazionali (CAI), rappresentano circa il 70% dei minori adottati con adozione internazionale in Italia. Si tratta di minori che hanno subito gravi traumi e conseguenti danni psicologici o che presentano problematiche medico-sanitarie importanti o disabilità psico-fisiche o, ancora, mostrano problemi comportamentali, spesso collegati a condizioni di stress post-traumatici, prodotti da pregresse esperienze in ambito familiare o di permanenza in istituti. Sempre in questa tipologia rientrano i minori adottati oltre i sette anni di età o insieme a fratelli”.

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Età e provenienza dei bambini

L’età media rilevata sui minori in ingresso in Italia per adozione internazionale, è risultata, nel 2018, pari a 6,4 anni. I paesi di principale provenienza dei bambini giunti in Italia nello stesso anno sono stati, in ordine: Federazione Russa, Colombia, Ungheria, Bielorussia, India, Cina e Vietnam e questo trend trova conferma anche nella nostra realtà locale.
Il Centro Unico Adozioni, negli ultimi 3 anni di attività, ha avviato nel periodo post adozione, iniziative sempre più volte a sostenere la “genitorialità adottiva” stante la complessità riportata e rilevata nelle famiglie adottive seguite e la necessità di “prevenire” le cosiddette “crisi adottive con l’avvicinarsi dell’età preadolescenziale dei figli”.

I numeri del centro vimercatese

Nove, come detto, gli affidi preadottivi nazionali curati, nel 2018, dal Centro; sette le
adozioni internazionali (erano state 12 nel 2017). Sono numeri che si sommano alla
casistica già in carico al servizio.
Altri dati, sempre riferibili al 2018? Trentasei indagini psico-sociali per istanze avanzate
da aspiranti all’adozione; sei percorsi post adozione destinati ai genitori, con 74 partecipanti; tre corsi di formazione dei docenti (solo per il polo di Vimercate, in collaborazione con gli Istituti comprensivi e l’Ufficio Scolastico Territoriale); un corso di preparazione all’adozione (ovvero cinque incontri con uno psicologo e un assistente sociale) a cui hanno partecipato sette coppie.