Con il mese di febbraio ritorna, puntuale come ogni anno, il corso gratuito di autodifesa femminile a cura dell’associazione Bu-Sen di Arcore.

Ieri sera, mercoledì, è iniziato il corso organizzato nella palestra di via San Martino, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. A condurre il corso, che vede la partecipazione di oltre una trentina di ragazze e di una dozzina di atleti di judo, è il maestro 6°Dan Adelio Bottani e le lezioni (dalle 19.30 alle 20.30) si svolgeranno ogni mercoledì sera fino al 27 marzo.

“Le ragazze acquisiranno più sicurezza e consapevolezza”

“Le ragazze acquisiranno più sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità – ha sottolineato Bottani – I pericoli di cui siamo tutti oggetto sono sotto gli occhi di tutti, e le donne mi spingono ad organizzare queste lezioni e ad offrire loro qualche possibilità. La richiesta che viene avanzata da alcune donne mi spinge ha dedicarmi loro per aiutarle a vivere in modo sereno, senza paure, in quanto è palpabile la sensazione della mancanza di sicurezza specie in alcuni luoghi. In questi anni sono iniziati diversi corsi di autodifesa femminile un po’ in tutta Italia. Sicuramente un modo per fornire qualche possibilità di difesa nel momento del pericolo. Purtroppo le aggressioni sono diventate sempre più aggressive e non è certo facile districarsi e risolvere situazioni molto pericolose, e inoltre non è sempre possibile avere la soluzione per ogni evenienza. Tuttavia durante il corso cercherò di porre l’attenzione specialmente alla prevenzione ossia cercare nel limite del possibile di evitare comportamenti e situazioni che possono essere causa involontaria di pericoli, comunque le tecniche proposte e i metodi da adottare offrono una discreta base di sicurezza”.

Bu-Sen: una storia gloriosa lunga oltre 40 anni

Era il 10 gennaio del 1978. Aveva appena smesso di nevicare, strade ghiacciate e Arcore avvolta dal freddo polare. Ma quella sera il maestro Adelio Bottani organizzò una serata informativa sulle arti marziali, allora sconosciute ai più perché i bimbi frequentavano solo calcio, basket e pallavolo. Quella sera nella freddolosa palestra delle scuole di via Edison, dove anche il tatami sembrava congelato, si presentarono 9 bambini. E’ da lì, da quel battesimo ufficiale, iniziò una storia bellissima, fatta di volti, vittorie, soddisfazioni di un sodalizio che è diventato, negli anni, una vera scuola di vita e un punto di riferimento per le arti marziali di tutto lo Stivale.

Una storia bellissima nata però sulle ceneri di un’esperienza toccante

Una storia bellissima, dicevamo, nata però sulle ceneri di un’esperienza toccante, vissuta in prima persona da Bottani, che ancora oggi, a distanza di 8 lustri, non è affatto cambiata: il tema del bullismo.

“Quando, da piccolo, andavo all’oratorio, durante l’estate, mi picchiavano tutti, in pratica ero diventato lo zimbello per via della mia bassa statura – ha sottolineato Bottani – Questa esperienza mi ha dato sempre molto fastidio e da lì è nata l’idea di dovermi difendere in qualche modo. Poi, all’età di 23 anni, un amico mi disse che avrebbe provato a frequentare una palestra di via Arese di Milano, che si chiamava proprio Bu-Sen. Dopo la prima lezione decisi di iscrivermi subito e, quando arrivai ad Arcore, non esitai a chiamare la mia scuola di arti marziali proprio come quella palestra di Milano, che mi ha cambiato la vita”.

Karate, judo, aikido con oltre 2mila atleti ch sono saliti sul tatami

La scuola di arti marziali fondata da Bottani, che comprende judo, karate e aikido, può vantare oltre 150 atleti, ma nel corso di 4 decenni sono oltre 2mila gli atleti che sono saliti sul tatami più famoso della città.

“Dopo qualche anno trascorso in via Edison, dall’inizio degli anni ‘80 abbiamo iniziato l’avventura nella palestra della scuola media di via San Martino proponendo solo il judo – ha sottolineato Bottani – Poi, con il tempo, abbiamo aggiunto anche i corsi di Karate, tenuti dal maestro 6° dan Manuele Farina, un bravissimo istruttore che vanta due primi posti ai Campionati europei, una Coppa del mondo e un primo piazzamento nella World Championship, oltre a sei coppe italiane. Infine, abbiamo inserito anche l’Aikido insegnato dal maestro 4° dan Daniele Carnevali. Poi, dal 1985, ho iniziato il corso gratuito di difesa personale femminile che porto avanti ogni anno. Quest’ultimo è davvero un fiore all’occhiello delle nostre attività e ogni anno riscuote molto successo”.

Una passione, quella per il judo, nata da giovanissimo

La passione di Bottani per la disciplina del judo è nata da giovanissimo, quando a Milano frequentava la palestra Bu-Sen del maestro Cesare Barioli.

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“Lui ha rappresentato molto per me e per la mia crescita umana e professionale – ha continuato  il maestro – È stato probabilmente il miglior maestro italiano e mi ha trasmesso molto, tanto che ho fortemente voluto chiamare Bu-Sen la mia scuola, in onore alla sua”.

Tantissimi i premi vinti dagli allievi di Bottani

Negli anni, il judoka ha collezionato premi, come il primo posto nelle gare inter-regionali del 1973 e il secondo piazzamento nel campionato italiano di katà, fino all’ottenimento della qualifica di maestro cintura nera 6° dan. Tra i suoi allievi di Arcore si distinguono il figlio Gabriele Bottani, vincitore nei giochi della gioventù e del premio Coni Lombardia come migliore atleta dell’anno, ma anche l’altro Alessandro, ora vice-presidente dell’associazione e istruttore 4° dan e Michele Nicastro, che hanno partecipato a gare nazionali.
Ma, al di là delle numerose vittorie raggiunte, Bottani ha voluto sottolineare il vero valore che trasmettono le arti marziali.

Il rispetto dell’avversario prima di tutto

“La base fondamentale è il rispetto dell’avversario – ha sottolineato il presidente di Bu-Sen – Il Judo mi ha dato tanto, mi ha aiutato dal punto di vista caratteriale. Se uno mi aggredisce verbalmente cerco di farlo ragionare e di evitare la reazione. Il mio leit motiv è un proverbio cinese che dice: meglio reprimere un momento di rabbia che cento giorni di dolore». Non è mancato anche un accenno ai genitori. «Per tanti genitori non rappresento solo il maestro di arti marziali, ma un educatore, anzi quasi uno psicologo – ha concluso Bottani – Tante mamme e papà mi chiedono di intervenire con i loro figli dal punto di vista caratteriale e, purtroppo, tante volte, io devo agire laddove mamme e papà non riescono. Ma lo faccio con gioia e passione”.

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