L’arcivescovo Delpini è arrivato a Brugherio per celebrare la Messa dell’Epifania e venerare la reliquia dei Magi. Segui la diretta.

Arcivescovo Delpini a Brugherio

L’arcivescovo Mario Delpini è arrivato a Brugherio per celebrare la Messa dell’Epifania e venerare la reliquia dei Magi, esposta sull’altare in questa ricorrenza. Alle 18 ha fatto il suo ingresso nella chiesa di San Bartolomeo, gremita da centinaia di fedeli. Presenti anche diversi esponenti della società civile, tra cui il sindaco Marco Troiano.

La tradizione dei Magi

A Brugherio è conservata una reliquia dei tre Re, giunti a Betlemme per rendere omaggio a Gesù bambino. Nella prima Epifania passata da arcivescovo, Delpini ha voluto partecipare al tradizionale «basaa i umitt», un’espressione dialettale che da secoli sottintende l’usanza di mandare devotamente tre baci verso il reliquiario esposto alla venerazione dei fedeli. L’espressione umitt o “uomini piccoletti”, è suggerita dalle tre sculture poste sulla volta della teca, che ritraggono i Magi inginocchiati.

L’accoglienza

L’arcivescovo ha fatto il suo ingresso con i sacerdoti della città e con i figuranti che impersonificano i tre Re. Dopo il canto d’ingresso il parroco don Vittorino Zoia ha fatto gli onori di casa. “Siamo contenti di averti qui. In questi anni abbiamo fatto anche noi come i Magi un viaggio. Momenti di luce, di gioia e anche di difficoltà. L’immagine dei Magi ci ricorda che Gesù bambino è nato per abbattere i muri e riunire i figli di Dio”. Poi ha ripreso le parole di Papa Francesco sui migranti, anche loro in viaggio: le offerte raccolte durante la celebrazione saranno devolute alla congregazione di suore di Siracusa che accoglie i profughi minori non accompagnati.
Monsignor Delpini, prima dell’atto penitenziale e al Gloria, ha ringraziato l’intera comunità. “Sono onorato di essere qui a celebrare l’Epifania”, ha sottolineato.

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Ecco la Pasqua

Dopo la lettura del Vangelo Monsignor Delpini ha annunciato la data della Pasqua 2018. Sarà l’1 aprile.

Le parole dell’Arcivescovo

“La testimonianza dei Magi contesta l’orientamento del fare verso il potere, quel fare che serve per imporsi sugli altri – ha sottolineato l’arcivescovo nell’omelia – Tutta l’intraprendenza dovrebbe introdurre alla contemplazione. Così quesi Magi sono venuti a turbare la città. Sono venuti ad adorare il bambino Gesù e così inquietano anche noi: quale è il senso della mia vita? E del mio fare? I Magi dichiarano: siamo venuti per adorare. A cosa servono le ricchezze? A diventare un dono per il Bambino, per chi non le possiede. Lo spirito del nostro tempo invece incoraggia ad accumulare oro, a investire quello che si ha, come impone il credo della società consumistica”.

Saluti, classe ’51 e… Nutella

Al termine della funzione il reliquiario è stato esposto sull’altare e l’arcivescovo è stato salutato con un fragoroso applauso. Dopo la benedizione finale fotografie di rito con i sacerdoti, i chierichetti e le persone nate nel ’51 (lui stesso ha invitato questa annata nel corso di un’omelia delle stesse settimane). Poi la venerazione e, dopo il momento sacro, un finale “profano”. Gli adolescenti hanno invitato l’arcivescovo in oratorio per un “Nutella party” per concludere al meglio la sua visita “con gioia”, come lui stesso aveva esortato i giovani ad affrontare la vita dal pulpito del Duomo.